A sei settimana dal colpo di stato pacifico
12 soldati mauritani vittime nel nord del paese per un’imboscata tesa da Al-Qaeda del Maghreb. Il generale Aziz, che ha guidato il golpe del 6 agosto, mette la lotta al terrorismo come priorità della giunta militare.

Nella notte tra domenica e lunedì dodici soldati mauritani sono morti a causa di un imboscata mentre pattugliavano il nord del paese. Autori dell’attacco i ribelli di Al-Qaeda del Maghreb, braccio di Al-Qaeda alleato con i guerriglieri salafisti.
L’aggressione è avvenuta vicino alla località di Taurine, 70 chilometri a est della città mineraria di Zouerat, al confine con il Sahara Occidentale.
 
Non è chiaro se ci siano state vittime anche tra gli aggressori o se i terroristi abbiano fatto dei prigionieri.
Alcuni dei 23 soldati mauritani che componevano la pattuglia sono comunque riusciti a tornare alla base e pare che un convoglio militare faccia attualmente rotta verso la frontiera marocchina per dirigersi sul luogo dell’attentato, il più drammatico degli ultimi tre anni.
 
Motivo dell’attacco terroristico il risentimento di Al-Qaeda del Maghreb verso la giunta militare che il 6 agosto scorso ha rovesciato, con un golpe bianco, il primo presidente eletto democraticamente nella storia del paese, Sidi Ould Cheikh Abdallahi. Secondo Al-Qaeda i militari hanno ricevuto l’appoggio di Francia, Stati Uniti e Israele.
Poco dopo il suo insediamento inoltre, il generale Mohamed Ould Abdel Aziz, alla guida della giunta militare, ha  affermato di voler fare della lotta al terrorismo una priorità.
A fine agosto, il presunto capo della branca mauritana d’Al-Qaeda, El Khadim Ould Esseman, in una lettera redatta in prigione e trasmessa all’Agenzia di Stampa Francese (AFP), aveva invitato i musulmani a non riconoscere il «regime miscredente» condotto dal generale Aziz.
 
Quello di domenica è solo l’ultimo di una serie di attacchi che hanno contribuito a rendere fragile la sicurezza all’interno del paese, da tempo sotto la minaccia terroristica.
Tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008, tre diversi attentati avevano causato la morte complessivamente di sette persone (quattro turisti francesi e tre militari mauritani). Le azioni furono rivendicate dal Gruppo salafista per la predicazione e il combattimento (GSPC), responsabile anche dell’attacco all’ambasciata israeliana nel  febbraio scorso.
 
Proprio per problemi di sicurezza nel paese, quest’anno per la prima volta non si è corsa la gara di rally Lisbona-Dakar (fino a qualche anno fa Parigi-Dakar). La Mauritania, che avrebbe dovuto ospitare otto delle quindici tappe della manifestazione, risultava essere un paese troppo a rischio per attentati terroristici. Un attentato simile a quello di questa settimana era avvenuto nella stessa regione il 4 giugno 2005, quando ci furono 15 soldati mauritani uccisi, 17 feriti e 2 dispersi.