Mauritania: Boubacar Ould Messaoud, voce contro la schiavitù
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Ricordo del leader della lotta per i diritti degli haratin spentosi il 12 marzo a 80 anni
Mauritania: Boubacar Ould Messaoud, voce della lotta contro la schiavitù
Suo il merito d’aver portato all’attenzione della comunità internazionale il tema dello schiavismo a sfondo razziale, innescando i primi cambiamenti nel paese
17 Marzo 2026
Articolo di Nadia Addezio
Tempo di lettura 3 minuti

Una figura emblematica della lotta contro la schiavitù in Mauritania. Boubacar Ould Messaoud, presidente e fondatore dell’ong SOS Esclaves, è morto a Nouakchott il 12 marzo all’età di 80 anni.

Architetto di formazione, Messaoud era nato a Rosso, la città omonima di frontiera che separa il Senegal dalla Mauritania. Proveniva da una famiglia haratin, cioè di persone culturalmente arabe e di discendenza subasahariana che erano state ridotte in schiavitù.

Aveva studiato tra Bamako e Mosca, poi, nel 1978 si unì all’El Hor – “l’uomo libero” in arabo hassaniya -, un movimento che si batteva per la liberazione ed emancipazione politica, economica e sociale degli haratin. La militanza nell’El Hor decretò l’inizio del suo impegno per i diritti umani.

Nel novembre 1979, dopo la vendita di una donna ridotta in schiavitù ad Atar, Messaoud organizzò proteste in diverse città della Mauritania tra dicembre e marzo 1980. La risposta governativa fu la repressione con l’arresto di decine di manifestanti sottoposti a interrogatori, prigionie e torture.

Nel maggio di quell’anno si tenne un processo storico dove per la prima volta veniva portato in aula il tema della schiavitù. Messaoud, assieme a 17 membri dirigenti dell’El Hor, era tra gli imputati accusati di minaccia alla sicurezza dello stato.

Mentre i leader ricevevano condanne detentive fino a tre mesi, il caso ottenne risonanza nazionale e internazionale tale da innescare i primi cambiamenti: nel luglio 1980, il Comitato militare per la salvezza nazionale (CMSN), l’organo supremo dell’epoca, adottò una dichiarazione che aboliva la schiavitù. Seguita da una legge nel 1981.

Agli occhi dei militanti abolizionisti, il testo risultava inefficace dato che non prevedeva misure concrete di applicazione. I proprietari degli schiavi continuavano di fatto a praticare la schiavitù nella totale impunità. Tale contesto spinse Messaoud a fondare nel febbraio 1995 SOS Esclaves, organizzazione che avrebbe ottenuto il riconoscimento legale dallo stato mauritano solo dieci anni dopo.

In quello stesso anno, l’attivista cofondò Action pour le changement (AC), un partito che univa la causa abolizionista e quella degli afromauritani. Fu sciolto nel 2002 dal Consiglio dei ministri con l’accusa di “aver minato l’unità nazionale e incitato all’intolleranza attraverso una retorica razzista ed estremista”.

La voce di Messaoud si era infatti alzata contro le atrocità del Passif humanitaire, il periodo di persecuzioni segnato da espulsioni di massa, arresti e violenze contro gli afromauritani tra la fine degli anni ‘80 e gli inizi degli anni ‘90, durante il regime dell’ex presidente mauritano Maaouiya Ould Taya. Le sue posizioni politiche provocarono il licenziamento dalla carica di direttore generale di Socogim, l’ente per l’edilizia popolare, riporta Le Monde.

L’impegno di Boubacar Ould Messaoud per il rispetto dei diritti umani gli è valso diversi riconoscimenti, come la medaglia di Ufficiale dell’Ordine al Merito nazionale nel 2023 e il Premio per i diritti umani della Repubblica francese nel 2010, consegnato a lui e a SOS Esclaves.

Nel 2009 ha ricevuto il Premio internazionale contro la schiavitù di Anti-Slavery International per il suo lavoro nella denuncia della schiavitù in Mauritania. L’ONG britannica fu tra le prime a fare da cassa di risonanza alla lotta di Messaoud, inizialmente sostenendo il movimento El Hor nella valutazione della diffusione della schiavitù in Mauritania.

Il militante abolizionista è stato ricordato dal ministro mauritano degli Affari Esteri, Mohamed Salem Merzoug, che lo ha definito “un vero monumento nazionale della Mauritania”. Il Festival annuale delle arti popolari Leyali El Medh ha dedicato la sua 13esima edizione alla memoria di Messaoud.

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