Mauritania / Diritti umani

Nonostante le pressioni dei movimenti internazionali per i diritti umani, tredici attivisti dell’organizzazione anti-schiavitù Ira (Iniziativa per la rinascita del movimento abolizionista) sono stati condannati a pene fra i tre e i quindici anni di carcere. Il tribunale di Nouakchott ha reputato i tredici colpevoli di “uso della violenza” durante le proteste contro lo sgombero forzato dello slum degli ‘Haratin’, la ‘casta degli schiavi’, per preparare la città al vertice della Lega araba il 25 luglio. Al processo gli attivisti avevano anche denunciato d’essere stati torturati durante la detenzione, facendo i nomi dei responsabili. Il loro avvocato ha definito il processo come “una parodia della giustizia”. Da anni l’organizzazione per l’abolizione della schiavitù denuncia una Campagna del governo contro i loro attivisti, criminalizzando il loro lavoro. Da sei anni le autorità mauritane negano all’Ira (nata nel 2008) il riconoscimento ufficiale come organizzazione non governativa. Lo scorso luglio, l’Associazione per i popoli minacciati (Apm) si era rivolta al Commissario per lo sviluppo dell’Unione europea per denunciare le persecuzioni in atto in Mauritania contro gli attivisti anti-schiavitù e chiedere che l’Europa si attivi per proteggerli. (Afp / Africa News)