Dal 6 agosto 2008 il paese è sotto il controllo dei militari
Il capo dei golpisti Mohamed Ould Abdel Aziz tra i candidati alla presidenza in Mauritania. L’opposizione boicotta le elezioni, ritenendole una farsa e manifesta contro il colpo di stato.

Dopo il colpo di stato militare del 6 agosto scorso che ha rovesciato il primo presidente eletto democraticamente, Sidi Ould Cheikh Abdallahi, la Mauritania si prepara alle elezioni presidenziali, che si terranno il 6 giugno prossimo. Grande favorito è l’ex leader della giunta, il generale Mohamed Ould Abdel Aziz, che ha recentemente rassegnato le proprie dimissioni dall’esercito e dal vertice del Consiglio di stato istituito dopo il golpe, proprio per partecipare alla tornata elettorale. Oltre a lui, tre i candidati alle presidenziali: Kane Hamidou Baba, vice-presidente del parlamento, di recente espulso dal principale gruppo di opposizione, il Raggruppamento delle Forze Democratiche (RFD), Moctar Ibrahima Sarr, candidato alle elezioni presidenziali del 2007 e Sghaier Ould M’Bareck, primo ministro durante la presidenza di Maaoiuya Taya.

Critica l’opposizione che, a fronte di candidati che non hanno mai condannato il colpo di stato, ha giudicato le elezioni fatte “su misura” per l’ex leader della giunta militare. Secondo Mohamed Ould Maouloud, presidente dell’Unione delle Forze del Progresso (UFP), le elezioni del 6 giugno si presentano come “una commedia elettorale” che l’opposizione si impegnerà a “screditare”, auspicando il ripristino dell’ordine costituzionale. Dopo il sit-in che si è tenuto domenica, in occasione della Giornata internazionale della libertà di stampa, per denunciare, davanti alla sede della televisione nazionale, il controllo dei media da parte del generale Abdel Aziz, un lungo corteo pacifico ha sfilato ieri per le vie della capitale, Nouakchott.

Malgrado gli sforzi dell’opposizione, le elezioni presidenziali rischiano tuttavia di essere un plebiscito per confermare al potere il golpista Abdel Aziz, impegnato nel disperato tentativo di superare l’isolamento internazionale a cui è stato costretto il paese dal colpo di stato. Indipendente dalla Francia a partire dal 1960, la Mauritania ha una storia costellata di golpe: dopo quello del 2008, l’ultimo risale ad agosto 2005.  In un paese desertico, senza particolari risorse naturali, in cui viene praticata in maniera sistematica la tortura per reprimere i dissidenti ed estorcere informazioni (come testimonia Amnesty International), il generale Mohamed Ould Abdel Aziz sembra non avere reali oppositori a sfidarlo nelle prossime elezioni.

 

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Colpo di stato in Mauritania, 06/08/2008