Mauritania / Costituzione

Il Senato della Mauritania ha rigettato il progetto di riforma costituzionale presentata dal governo e approvata dalla Camera (Assemblea Nazionale). A sorpresa, il 16 marzo scorso, su 56 senatori – 40 dei quali della maggioranza presidenziale – 33 hanno votato contro il progetto che prevede l’abolizione del Senato e una modifica alla bandiera e all’inno nazionale. Il testo contempla anche l’abolizione dell’Alta Corte di Giustizia, del mediatore della Repubblica e dell’Alto Consiglio Islamico.
La mancata approvazione delle modifiche ha gettato il paese in una nuova situazione di stallo politico, la cui gravità è data dai dubbi sulla condivisione della linea politica all’interno della stessa maggioranza che sostiene il regime.

Corali le reazioni delle opposizioni. Il movimento giovanile contro la riforma della costituzione si è raccolto, il 17 e 18 marzo davanti al Senato per “ringraziare i senatori che hanno votato contro”. Per quanto riguarda i partiti politici, il Partito delle Forze Democratiche (RFD), guidato dallo storico oppositore Ahmed Ould Daddah, si è detto felice dell’esito del voto. Da parte sua, il Forum Nazionale per l’Unità e la Democrazia (Fndu), composto da una dozzina di partiti dell’opposizione radicale, ha dichiarato che “i frivoli emendamenti costituzionali che l’autorità ha cercato di imporre sono caduti” rispecchiando “la volontà del popolo della Mauritania che rifiuta la manomissione della sua costituzione e la mutilazione della sua bandiera nazionale”. (Afrique Presse)

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