Annunciate elezioni entro il 2007
Dopo la prigionia e i mesi di arresti domiciliari Cheikh Abdallahi è ora libero. Primo presidente democraticamente eletto nella storia del paese, era stato deposto dal golpe militare dell’agosto scorso.

 

Il colpo di stato, realizzato approfittando dell’assenza del presidente Taya – in Arabia Saudita per partecipare a i funerali del re Fahd – è stato subito condannato dagli Stati Uniti, alleati del governo Taya insieme ad Israele.


L’ex presidente, rifugiato in Niger e poi in Gambia, sarà probabilmente ospitato dal Qatar, che gli ha offerto asilo politico. Molto tiepide le reazioni della comunità internazionale.  

 

In politica estera il nuovo capo di stato ad interim, Ely Ould Mohammed Vall, ha subito ripreso in mano le redini lasciate dal suo predecessore inviando una lettera di condoglianze al presidente francese Jacques Chirac dopo il disastro aereo delle Mauritius e comunicando al presidente indonesiano e a quello congolese la “disponibilità a proseguire sulla strada dello sviluppo e del rafforzamento delle relazioni di cooperazione esistenti tra i due paesi”.

 

In politica interna Vall ha invece annunciato nuove elezioni per il 2007, dichiarazione alla quale è seguita quella degli ormai ex oppositori del Movimento dei cavalieri per il cambiamento, che hanno dichiarato l’intenzione di voler abbandonare la lotta armata in favore dell’avvio di un programma di riconciliazione nazionale.

 

Alla base del programma approvato dal Consiglio dei ministri riunito il 17 agosto, vi è l’istituzione di tre comitati interministeriali: per la giustizia, per i processi di transizione democratica e per il buon governo, considerati fondamentali per traghettare il paese alle elezioni.

 

Ely Ould Mohammed Vall, si è poi impegnato ad avviare immediatamente “azioni volte a migliorare la qualità e il livello dei servizi ai cittadini, con particolare attenzione ai settori della sanità, dell’educazione, e a migliorare il potere d’acquisto”.