Il processo di transizione verso la democrazia in Mauritania si è concluso: gli elettori sono tornati alle urne per il ballottaggio che ha eletto presidente Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi.

Con il 52,85% dei consensi, Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi, 68 anni, è il nuovo presidente della Mauritania: questo il risultato del secondo turno elettorale che si è svolto pacificamente domenica 25 marzo.
 
“Sidioca” Abdallahi si è presentato alle presidenziali come indipendente, ma ha ricevuto il sostegno di molte personalità dell’ex-maggioranza, al potere prima del colpo di stato militare dell’agosto 2005.
Economista, già in passato aveva ricoperto vari incarichi governativi: era ministro durante il regime del presidente Ould Tava, da cui ha preso le distanze dopo il colpo di stato.
 
Abdellahi risultava tra i favoriti già al primo turno, dove aveva infatti ottenuto la maggioranza dei voti. Ahmed Ould Daddah, il suo diretto avversario al secondo turno, esponente dell’ex-opposizione, era stato indicato da molti candidati non ammessi al ballottaggio come l’uomo del vero cambiamento, ma i giochi di alleanze politiche per il ballottaggio non gli sono stati favorevoli e ha raccolto poco più del 47% dei consensi.
 
Il 19 aprile, giorno del suo insediamento ufficiale, Abdellahi succederà al colonnello Ely Ould Mohamed Vall, capo della giunta militare che ha promosso il processo di transizione democratica nel paese. Le priorità del nuovo presidente dovranno essere lo sviluppo economico e la questione dell’unità nazionale: la convivenza tra la popolazione araba e quella nera mauritana è molto tesa.
 
Lo speciale elezioni in Mauritania di Nigrizia.it