Senegal, Ua, Ue, Lega Araba tra i mediatori tra le parti
Posticipate le elezioni in Mauritania: dovevano tenersi il 6 giugno, saranno il 18 luglio, in base ad un accordo firmato da giunta militare al potere e opposizioni politiche. È il risultato di una lunga e difficile mediazione.

È il 18 luglio la nuova data delle elezioni presidenziali in Mauritania: lo stabilisce l’accordo firmato giovedì 4 giugno tra i generali che guidano la giunta militare, al potere dal golpe bianco dell’agosto 2008, e l’opposizione politica, che ha duramente contestato la prima ipotesi di data elettorale, il 6 giugno. Gli antigolpisti erano pronti a boicottare il voto: la data imposta dalla giunta non permetteva l’organizzazione di un voto corretto e credibile. La campagna elettorale, iniziata il 19 maggio, è stata segnata da proteste da parte dell’opposizione e da cariche della polizia sui manifestanti.

In base al testo dell’intesa il paese sarà guidato da un governo di transizione, i cui ruoli saranno ripartiti equamente tra il partito guidato dal generale Mohamed Ould Abdel Aziz, tra i quali verrà scelto il primo ministro, e l’opposizione, che sceglierà invece ministro degli interni, finanze e della comunicazione. La composizione dell’esecutivo è ancora in discussione. L’accordo prevede anche che il presidente deposto dai militari Sidi Ould Cheikh  Abdallahi presenti dimissioni spontanee, in modo da autorizzare retroattivamente  la giunta militare.

Verrà inoltre riorganizzata la Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), perché comprenda anche esponenti di fiducia dell’opposizione; infine saranno scarcerati i politici arrestati per corruzione durante il governo della giunta, azione che ha permesso alla giunta di raccogliere molto consenso popolare.

L’accordo è stato raggiunto al termine di un’ennesima turnata di colloqui, guidati dalla mediazione del Senegal e dell’Unione africana. Ai 6 giorni di trattative in un hotel di Dakar hanno partecipato anche Lega Araba e Unione Europea, Organizzazione dei paesi francofoni ed ONU con gli ambasciatori dei 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza.

Un’attenzione internazionale giustificata dall’importanza strategica del paese: la Mauritania è un fondamentale snodo per il transito commerciale di tutta la regione, e mette in comunicazione l’Africa araba e sub sahariana. Svolge inoltre un ruolo chiave anche nella lotta ad Al Qaeda del Maghreb. Anche per questo la comunità internazionale metterà a disposizione dei fondi per organizzare le elezioni: la Mauritania ha chiesto 10 milioni di euro.