Libia / Migrazioni

1.028 migranti e rifugiati sono morti nel mar Mediterraneo dall’inizio dell’anno, secondo i dati forniti ieri dall’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) che è tornata a chiedere agli Stati membri dell’Unione europea di riattivare le operazioni di ricerca e salvataggio, e di riconoscere il ruolo cruciale delle ong impegnate nel salvare vite in mare.

I morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo sono stati 2.275 nel 2018 e, in totale, più di 18mila dal 2014, con un picco di 5.096 nel 2015. I dati riguardano le vittime accertate e dunque il numero reale potrebbe essere molto maggiore.

La maggior parte partono dalla Libia, paese frammentato e in guerra dove i traffici di esseri umani sono favoriti dall’altissimo tasso di corruzione e dall’assenza di controlli. Nel 2016 l’Ue ha stretto un accordo con la Turchia per bloccare i flussi di rifugiati e migranti diretti in Grecia. Un secondo contratto siglato con il Sudan, paese di transito della maggior parte di migranti e rifugiati provenienti dall’Africa orientale e dal Corno, è stato sospeso a luglio.

I dati dell’Unhcr mostrano che quest’anno le partenze, dirottate in gran parte attraverso la Libia e altri paesi del Nordafrica, sono fortemente diminuite, da un picco di oltre 1 milione nel 2015, a circa 78mila finora. (Reuters)