Conferenza mine anti-uomo di Maputo
A Maputo si registrano passi avanti sull'abolizione delle mine anti-uomo. Gli Usa annunciano lo stop della produzione e degli acquisti, "impegnandosi" ad aderire al Trattato di Ottawa. Intanto gli 84 paesi presenti firmano un nuovo documento d'intenti. Distruzione arsenali e bonifica territori entro il 2025.

Gli Stati Uniti “aprono” alla messa al bando delle mine anti-uomo e si impegnano ad aderire, ma la data non è stata precisata, al Trattato di Ottawa. Detta così è una notizia storica, tutto il mondo se lo augura. Questo è il principale risultato della terza Conferenza internazionale sulle mine anti-uomo che si è conclusa, nei giorni scorsi, a Maputo, capitale del Mozambico. Durante la conferenza, come da prassi, la comunità internazionale ha ribadito il suo impegno nella lotta contro questo strumento di morte con conseguenze umanitarie drammatiche. Alla conferenza hanno partecipato mille delegati di oltre 84 paesi membri (161 i paesi firmatari) che hanno firmato la “Dichiarazione di Maputo” e che si sono impegnati a portare a termine gli obiettivi del Trattato di Ottawa: distruzione degli stock negli arsenali, bonifica dei territori contaminati e assistenza alle vittime  da mine entro il 2025. Maputo ha ribadito il suo impegno a completare le operazioni di bonifica del paese entro il 2014. “Il Mozambico – ha specificato il vice ministro degli Esteri, Henrique Banze – ha dato speranza agli altri paesi che arrivare alla realizzazione degli obiettivi è possibile”. Ma la vera notizia, o almeno tutti lo sperano, arriva proprio dagli Stati Uniti. “Hanno dichiarato che non produrranno o acquisteranno mine anti-uomo nel futuro. Così come non rimpiazzeranno gli stoccaggi destinati a estinguersi”, così il portavoce del Consiglio Nazionale di Sicurezza Usa, Caitlin Hayden. Già nel 2009 Washington aveva fatto sapere di voler rivedere la sua posizione sulla questione delle mine, così come Cina e Russia, ma non ha ancora firmato il Trattato di Ottawa, come Pechino e Mosca. Tra i non firmatari ci sono anche India e Pakistan. Se la notizia che arriva da Maputo fa sperare alcuni, sobbalzare altri, gli Usa continuano, tuttavia, a rimanere cauti. Hayden, infatti, ha spiegato che gli Stati Uniti si sono impegnati a firmare il trattato “una volta trovate soluzioni adeguate”. Secondo Human Right Watch gli stoccaggi di mine Usa sarebbero molto consistenti. “Gli Usa – fanno sapere dall’organizzazione – sono usciti fuori dall’ombra ora si spera riescano a muoversi in fretta per aderire al trattato”. Il Trattato è entrato in vigore 15 anni fa e secondo i dati presentati a Maputo, il numero dei morti e dei feriti causati dalle mine è diminuito dai circa 20mila degli anni ’90 ai meno di 4mila di oggi.