Le acque attorno all’isola sono 3 volte più pescose che nel resto del lago
L’isola di Migingo, un fazzoletto di terra nel lago Vittoria, contesa da Uganda e Kenya. Le autorità assicurano che il confronto tra i due paesi resterà pacifico. Intanto il degrado del lago Vittoria non si arresta.

Uganda e Kenya non entreranno in guerra per la disputa sulla sovranità di Migingo, la piccola isola nel lago Vittoria. Sono parole di Eriya Kategaya, a capo del nuovo Ministero ugandese degli Affari dell’Africa orientale che, sedando i timori di un conflitto, ha assicurato che i due paesi proseguiranno sulla strada del dialogo pacifico e, nel caso non si arrivasse ad un accordo, le autorità si rivolgeranno direttamente alla Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite.
 
La disputa per l’isoletta – la superficie supera di poco i 4.000 m – ha solo un movente: il pesce. Da quando, lungo le sponde del lago Vittoria, si è diffusa la voce dell’abbondanza ittica– in un giorno si riesce a guadagnare circa 200 euro, più di tre volte quello che la maggior parte dei pescatori della zona guadagna in un mese – sull’isola si sono insediati nuovi abitanti: prima a Migingo viveva  solo un pescatore, oggi pare siano quasi 500.
Con i pescatori, a navigare nelle acque attorno alla piccola isola, sono arrivati anche i pirati.

Il primo governo a intervenire è stato quello ugandese che, dopo aver inviato una squadra di polizia marittima ha issato la bandiera dell’Uganda a Migingo.
L’isola, però, storicamente rientra nei confini del Kenya e inoltre, ad oggi, l’80 per cento degli abitanti è di origine kenyana. Il due governi sono arrivati vicini al contrasto aperto, quando all’invio di Nairobi di una dozzina di poliziotti per  rivendicare l’appartenenza dell’isola al Kenya, l’Uganda ha risposto con alcuni uomini dell’esercito. Il 28 aprile scorso, come gesto di apertura diplomatica al dialogo, Kampala ha ammainato la propria bandiera.
 
Mentre i governi dei due stati cercano di risolvere la disputa, chiamando in causa anche le mappe coloniali recuperate in Gran Bretagna, a mettere fino al contenzioso potrebbe essere il lago stesso.
Secondo un’inchiesta pubblicata sul quotidiano ugandese The Monitornegli ultimi cinque anni le acque del lago si sono ritirate di sei metri, riducendosi di circa tre in profondità. Secondo gli esperti la causa è da imputarsi “per il 40% alla siccità e per il 60% alle attività delle dighe idroelettriche”.
Il lago Vittoria, il più grande del continente africano, potrebbe essere destinato ad una sorte simile a quella del lago Ciad, che in meno di 40 anni ha visto ridurre la sua superficie da 25mila a 9mila metri quadrati.
 
Se questa prospettiva non verrà smentita è certo che, per Uganda e Kenya, Migingo smetterà di essere un appetitoso boccone da contendersi.