Appello di Alex Zanotelli
Il missionario si rivolge all’Ue «si creino corridoi umanitari», al governo Renzi «mantenga Mare Nostrum che ha salvato tante vite», alla Chiesa «apra le canoniche e i conventi ai rifugiati».

Padre Alex Zanotelli lancia un nuovo appello – ribadito ieri alla manifestazione di Firenze “Facciamo insieme un passo di pace” – ai missionari italiani e alle istituzioni sul tema dei migranti che cercano rifugio sulle nostre coste. Una crisi umanitaria che non può lasciare indifferenti.
Nelle ultime settimane sono morti in mare almeno 800 rifugiati e fra di loro c’erano molte donne e bambini. Ed è di ieri sera la notizia di una nuova tragedia sulle rotte dei migranti diretti nel nostro paese. Un gommone si è capovolto trenta miglia a largo dalle coste libiche. Il bilancio è già pessimo: 55 superstiti sono stati recuperati da un mercantile battente bandiera di Singapore, ma secondo le agenzie di stampa sarebbero almeno dieci i morti e una trentina i dispersi. Un bollettino che potrebbe peggiorare visto che le testimonianze dei sopravvissuti raccontano di almeno un centinaio di passeggeri.
Ormai tragedie come queste sono diventate routine nei nostri telegiornali. Dall’inizio dell’anno, secondo l’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu (Unhcr), i morti sono 2.500, 2.200 dei quali solo dall’inizio di giugno. Si tratta di una crisi umanitaria senza precedenti. Lo scorso anno (con la tragedia del 3 ottobre, dove hanno perso la vita 361 persone) hanno trovato la morte oltre 600 persone. Nel 2012, hanno perso la vita altre 500 persone. In questi tre anni sono circa 3.600 le vittime accertate. 
Le crisi in Medio Oriente e nell’Africa saheliana, dalla guerra dello Stato islamico fino al Centrafrica, stanno mettendo in fuga milioni di persone. L’Alto Commissario per i rifugiati ha annunciato che il 2013 è stato l’anno record con 51 milioni di rifugiati, «cifre che ci ricordano i dati della Seconda Guerra Mondiale» come ricorda Zanotelli nel suo accorato appello. Tanti di loro tentano la via del Mediterraneo.
È proprio di fronte a questa grave situazione che Zanotelli rivolge la sua accusa: «Di fronte a questa ecatombe, a questo stillicidio quotidiano, proprio noi dobbiamo riconoscerci colpevoli e mostri al pari dei terroristi dello Stato Islamico, che tanto biasimiamo per i loro atti ignobili. Siamo colpevoli poiché assistiamo quasi impassibili a quello che avviene ogni giorno a largo delle nostre coste».
Una responsabilità derivante dal fatto che, continua Zanotelli, «l’opulenta Fortezza Europa di cui facciamo parte sta facendo di tutto per respingere questi “naufraghi dello sviluppo”». «Il Frontex, la polizia di frontiera, le barriere di Ceuta e Melilla, il muro tra Grecia e Turchia, il Trattato di Dublino, e le leggi razziste sia nazionali che europee» sono solo alcuni degli esempi di queste politiche sbagliate, secondo il missionario comboniano.
Non mancano le critiche alle nuove scelte politiche dell’Ue come il “Frontex Plus”, «nient’altro che un’operazione di controllo delle frontiere di Shengen che andrà a sostituire quella di “Mare Nostrum” grazie alla quale, invece, sono state salvate migliaia di vite, quasi tutte in acque internazionali». Un’altra mossa sbagliata della politica internazionale quindi.

Missionari: più coraggio

Nel suo richiamo Zanotelli si rivolge prima ai suoi: «Come missionari dobbiamo manifestare la nostra indignazione e agire facendo nostre le parole del vescovo di Casablanca (Marocco), Santiago Agrelo: “È inaccettabile che la vita di un essere umano abbia meno valore di una presunta sicurezza e impermeabilità delle frontiere di uno Stato. È inaccettabile  che una decisione politica vada riempiendo di tombe il cammino che i poveri percorrono con la forza di una speranza. È inaccettabile che merci e capitali godano di più diritti dei poveri per entrare in un Paese. È inacettabile che si rivendichino frontiere impermeabili per i pacifici della terra e si tollerino frontiere permeabili al denaro, alla corruzione, al turismo sessuale, alla tratta delle persone, al commercio delle armi.”»
Poi Alex si rivolge alle varie istituzioni esortandole ad agire diversamente per far cessare questo dramma quotidiano. In primis all’Onu «che dovrebbe creare canali d’ingresso legale nei vari paesi di accoglienza tramite traghetti e voli charter, che sostituiscano le carrette del mare»; poi alla Ue «che dovrebbe aprire corridoi umanitari; realizzare programmi di re-insediamento, ammissione umanitaria e di facilitazione dei ricongiungimenti famigliari; smantellare il Fortex, vera e propria macchina da guerra contro i migranti; abolire il Regolamento di Dublino che impone ai migranti di fare richiesta di protezione internazionale al primo stato membro in cui fanno ingresso».
Successivamente al governo italiano, perché «prema su Bruxelles per il mutuo riconoscimento delle domande d’asilo, per un monitoraggio comune ed un equo smistamento; cambi subito la Bossi-Fini, chiuda i Centri di identificazione e espulsione; voti il disegno di legge sullo Ius Soli per i figli di immigrati nati in Italia e continui l’operazione Mare Nostrum che ha salvato migliaia di migranti in acque internazionali».
E infine l’appello alla Conferenza episcopale italiana perché parli «con più coraggio, in difesa dei profughi e dei rifugiati» e soprattutto «apra le canoniche e i conventi vuoti ai rifugiati».
Possiamo costruire tutte le barriere che vogliamo e continuare a rimanere indifferenti di fronte a queste tragedie, ma, come sostiene Zanotelli, «i disperati non si arrendono, perché sono mossi dalla disperazione, nulla li può fermare e ad approfittarsene sono le organizzazioni criminali che, infischiandosene delle loro vite, continuano ad accumulare lauti guadagni».