Iniziativa di Nigrizia e Migrantes
Dal 2001 ad oggi si è speso per i migranti in quanto responsabile del dicastero della Santa Sede. Giovedì 28 presenterà la sua esperienza a Verona, in occasione dell’uscita di un libro-intervista.

Le sue dimissioni, due mesi fa, da segretario del Pontificio consiglio delle pastorale per i migranti, incarico ricoperto a partire dal 2001, sono state accettate immediatamente dal Vaticano. Molti l’hanno interpretato come un pensionamento troppo rapido, visti i contrasti che mons. Agostino Marchetto ha avuto in questo anni con esponenti del governo sul tema dei migranti. Ma mons. Marchetto la mette così: «A ciascuno lascio la libertà di interpretazione e io pure ho la mia. In ogni caso va tenuto presente che nella Chiesa c’è anche il “segreto pontificio”, che io rispetto».

 

Questa è una delle riposte del libro-intervista che verrà presentato giovedì 28 ottobre a Verona alle 17.30 nella Sala Africa dei missionari comboniani (Vicolo Pozzo 1). Il libro – Chiesa e migranti – La mia battaglia per una sola famiglia umana (Editrice La Scuola) – è stato realizzato in collaborazione con il giornalista Marco Roncalli. Giovedì a dialogare con mons. Marchetto saranno Franco Moretti, direttore di Nigrizia; Giuseppe Mirandola, direttore Migrantes Verona; Luciano Carpo, vice direttore Migrantes Vicenza; Gianluigi Bellin, docente Università degli Studi di Verona.

 

In riferimento al cosiddetto “pacchetto sicurezza” (legge 94 del 15 luglio 2009), nell’intervista mons. Marchetto spiega ciò che non condivide: «Il fatto che ha trasformato la migrazione irregolare in un crimine, invece di considerarla com’era: una violazione amministrativa. È un cambiamento con gravissime ripercussioni sulla vita concreta del migrante e della sua famiglia, sulla possibilità di trovare alloggio, di inviare rimesse a casa, privando anche gli stessi paesi d’origine di quel reddito necessario alle loro famiglie e alle loro povere economie».

 

Sui respingimenti delle imbarcazioni cariche di migranti, in collaborazione con le autorità libiche, che il governo italiano ha cercato di minimizzare: «I respingimenti ci sono stati e sono condannati dalla legislazione internazionale umanitaria. Se poi non la riusciamo a rispettare in tempo di pace, non so come potremo difenderla in tempo di guerra».

 

Dopo l’incontro con mons. Marchetto, che per trent’anni ha svolto incarichi diplomatici presso le nunziature di Zambia e Malawi, Cuba, Algeria, Tunisia, Libia, Mozambico, alle 19.00 si inaugurerà, presso il Museo africano del comboniani, la mostra fotografica Corpi migranti – (bi) sogni, respinti, integrati, italiani. Le foto di Enrico Dagnino, Alan Maglio, Giuliano Matteucci, Medhin Paolos raccontano la storia, i sogni, la realtà di persone che nel viaggio che li conduce lontano dal proprio mondo di origine, perdono l’identità di esseri umani e diventano appunto “corpi”. Corpi che vengono imbarcati, corpi che si perdono in mare, corpi che vengono respinti, corpi che diventano illegali, corpi che vogliono tornare ad essere persone e lottano per l’integrazione. Mostra e presentazione del libro sono parte del progetto della Fondazione Nigrizia onlus “Le sfide dell’immigrazione: media e eventi culturali per educare alla multicultura”.