Migranti

Quasi tutte donne e bambini le 35-40 vittime del naufragio avvenuto al largo delle coste libiche. Lo afferma Save The Children che ha sentito una parte dei 283 migranti giunti ieri pomeriggio ad Augusta sulla nave militare tedesca Holstein.

I profughi erano su uno dei gommoni soccorsi, a bordo del quale, afferma l’organizzazione umanitaria, c’erano 120-125 migranti, tutti uomini, 88 dei quali sono stati tratti in salvo. Hanno riferito che il naufragio si è verificato mercoledì mattina intorno alle 9.30-10.

Forse il natante imbarcava acqua ed è affondato. Tra loro, hanno detto, c’erano anche circa 5 o 7 minori. Uno dei superstiti, disperato, ha raccontato di avere perso il fratello. I migranti vengono sentiti anche dagli uomini del Nucleo interforze coordinati dalla procura di Siracusa.

Intanto sarebbe stato identificato l’uomo che organizza e guida il traffico di esseri umani che, dalle coste libiche a bordo di carrette del mare, provano a raggiungere le coste italiane. Si chiama Ermias Ghermay ed è etiope.

A rivelarlo è un’inchiesta della giornalista britannico Alex Crawford (la prima ad entrare a Tripoli dopo la caduta di Muammar Gheddafi nel 2011) di Sky News che cita come fonti la polizia italiana ed il magistrato Geri Ferrara, membro della Dia di Palermo e componente del pool antiscafisti.

La reporter riferisce che la polizia italiana sta impiegando le stesse tecniche usate contro i padrini di cosa nostra, riuscendo ad intercettare le telefonate tra Ghermay e i suoi luogotenenti.

Ferrara, riferisce Crawford, ha condotto per 18 mesi un’inchiesta su Ghermay ma denuncia che l’uomo conduce le sue attività criminali in libia agendo impunemente perché “al momento non c’è alcuna collaborazione da parte della Libia”. Anche il capo della polizia della cittadina costiera da cui partono le carrette del mare, Zuwara, riferisce Sky News, è esasperato: dice di sapere chi sono i trafficanti ma di non avere i mezzi necessari per fermarli. (Agi.it)