Gambia / La polemica

Il presidente del Gambia Yahya Jammeh ha chiesto alla Corte penale internazionale (Cpi) di aprire un’indagine sulle morti di migranti africani che cercano di attraversare il Mediterraneo in barca verso l’Europa.

Il riferimento è diretto alle migliaia di morti per naufragio che all’inizio del mese di maggio avevano superato la quota di 2000, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, con circa 800 morti in un unico naufragio, quello avvenuto nel mese di aprile.

Migliaia di persone continuano a salpare anche in questi giorni per raggiungere le coste dell’Europa e  in particolare quelle di Italia e Grecia. Il Gambia, con una popolazione di soli 1,9 milioni, è uno dei paesi d’origine dei migranti.

“Abbiamo il diritto di chiedere alla Cpi di indagare non solo sui morti gambiani, ma anche sui migliaia di giovani africani che sono morti sulla costa europea in circostanze insolite”, ha detto Jammeh.

Sempre il presidente gambiano, che ha incontrato il capo della corte, il procuratore Fatou Bensouda, durante il fine settimana, non ha detto né chi dovrebbe essere indagato né per quali reati.

Nei suoi commenti, trasmessi ieri dalla televisione di stato, ha criticato le operazioni di soccorso nel Mediterraneo da parte delle nazioni europee. “Se non è fatto deliberatamente, come è possibile che ogni volta che una nave si capovolge o affonda, c’è la marina italiana che arriva per salvare solo poche persone?”, ha affermato Jammeh.

Nel corso dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite l’anno scorso, Jammeh aveva chiesto un’indagine di ciò che definisce “naufragio artificiale” delle imbarcazioni con a bordo africani.

Da tempo il presidente gambiano è in conflitto con L’Unione Europea. Non a caso venerdì il governo gambiano ha espulso la rappresentante dell’Unione Europea (Ue) in Gambia, Agnès Guillaud, senza dare alcuna spiegazione. La misura è stata definita da un portavoce di Bruxelles “senza giustificazione e scioccante”.

Salito al potere con un golpe nel 1994, due anni fa il capo di Stato aveva promosso l’uscita del Gambia dal Commonwealth, definita un’istituzione “neocoloniale”.

Il presidente gambiano ha schiacciato ogni forma di dissenso nei suoi confronti nel suo paese e ha subìto molte denunce e critiche riguardo le violazioni dei diritti umani perpretrate dal suo regime specie dall’Ue che ha bloccato circa 13 milioni di euro in aiuti al Gambia nel dicembre del 2014 e sta discutendo quelli di quest’anno. Di recente Jammeh ha attuato misure dure contro l’omosessualità che hanno inasprito le polemiche contro di lui. (Reuters)


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