Europa / Commercio

Mentre oltreoceano l’amministrazione Trump spinge per la liberalizzazione del commercio dei minerali provenienti da zone di conflitto e dopo tre anni di discussioni, l’Unione Europea ha adottato nuove regole per bloccare le importazioni dei cosiddetti “minerali insanguinati” #conflictminerals. In base a tale regolamento, sul quale il Consiglio europeo ha dato il via libera lunedì 3 aprile, gli importatori di tungsteno, stagno, tantalio e oro saranno obbligati a garantire che non ci sia  alcun legame tra la loro catena di fornitura e i gruppi armati che fanno uso di lavoro forzato nelle miniere, i cui minerali sono utilizzati per finanziare le loro attività criminali.
Le misure, già approvate dal parlamento europeo, entreranno in vigore però solo nel 2021.

Senza questi minerali, non ci sarebbero telefoni cellulari, televisioni e computer, e nemmeno i conflitti che da decenni devastano la regione dei Grandi Laghi africani. Wendy Borg, portavoce della presidenza maltese dell’UE spiega che “Il nuovo regolamento dovrebbe coprire almeno il 95% di tutti i metalli e i minerali importati dall’Unione Europea”.

Ma le nuove misure non si applicano ai prodotti finiti. Emily Norton, un portavoce dell’organizzazione @Global_Witness, fa notare ad esempio che “tutti i telefoni cellulari prodotti in Asia possono contenere minerali provenienti da zone di conflitto, ma i telefoni cellulari che esportano verso l’Unione Europea non sono affatto interessati dalle nuove norme”. (Rfi)