L'ARIA CHE TIRA – FEBBRAIO 2019
Gianni Silvestrini

Se decine di milioni di persone in Africa, negli ultimi anni, hanno avuto accesso alla luce grazie a semplici kit fotovoltaici, il prossimo decennio vedrà la diffusione di mini reti solari in grado di alimentare frigoriferi, ventilatori, sistemi di pompaggio, macine per interi villaggi.

In Nigeria, uno dei paesi nei quali nei prossimi anni partirà la rivoluzione del solare decentrato, al momento ci sono 30 mini-reti a servizio di sei mila persone. Ma è solo l’inizio: basti pensare che una piccola società locale con 40 addetti, GVE, sta lavorando per realizzarne altre 200. E secondo l’Agenzia per l’elettrificazione rurale, nel medio periodo potrebbero essere installati 10mila impianti da 100 kW. 

Naturalmente affinché si realizzi questo straordinario risultato andranno sciolti alcuni nodi, ad iniziare da quello economico.  Al momento il costo dell’elettricità di una mini-rete solare è dell’ordine di 60 centesimi di dollaro per kilowattora (c$/kWh), un valore intermedio tra quello di un impianto diesel e quello pagato da chi è allacciato alla rete elettrica nazionale. Ma l’aspetto interessante riguarda la possibilità di ridurre i prezzi.

Secondo un rapporto del Rocky Mountain Institute, infatti, affrontando una serie di criticità e ottimizzando la realizzazione in parallelo di diverse mini reti, sarebbe possibile nel giro di pochi anni  far calare il costo dell’elettricità a soli 25 c$/kWh. Il passaggio all’energia solare rappresenta un deciso vantaggio non solo per le spese evitate per acquistare lanterne, candele, pile e generatori,  ma perché facilita l’avvio di piccole attività economiche.

Su questo fronte, va tra l’altro sottolineato che le reti decentrate possono garantire una continuità di servizio decisamente superiore rispetto alla rete nazionale i cui clienti si vedono staccata l’elettricità per una media di 7 ore al giorno, con gravissime ripercussioni economiche.  Naturalmente per la diffusione su larga scala di questi impianti servono risorse adeguate e su questo fronte le cose si stanno muovendo, grazie anche a progetti della Banca mondiale.

Nella foto mini-reti solari illuminano una capanna isolata in Tanzania (Off Grid Electric Project)

 

Banca mondiale
Grazie a un suo contributo di 150 milioni di dollari sarà possibile, nei prossimi 5 anni, portare l’elettricità a 300mila famiglie africane e a 30mila attività commerciali. E per la realizzazione degli impianti vengono incoraggiate iniziative miste, con un contributo privato del 50%.