Da Modena a Berlino: cosa guida davvero questi folli? - Nigrizia
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Giufá / Giugno 2026
Da Modena a Berlino: cosa guida davvero questi folli?
Auto lanciate sui passanti, vittime casuali, uomini in preda a psicosi o fanatismo. Un copione che si ripete. Ma è davvero solo un gesto individuale? Un pensiero che scaccio
05 Giugno 2026
Articolo di Gad Lerner
Tempo di lettura 3 minuti
Il 16 maggio 2026, Salim El Koudri, un uomo di 31 anni con disturbi psichiatrici alla guida di un'auto ha investito deliberatamente diversi pedoni nel centro storico di Modena

Questo articolo è uscito nel numero di Nigrizia di giugno 2026.

Ho un pensiero stupido che non riesco a levarmi dalla testa e mi mette a disagio perché mi sono sempre rifiutato di dare credito a qualsivoglia teoria cospirazionista.

L’automobile scaraventata come un ordigno a investire passanti innocenti, al solo scopo di mietere vittime, da parte di maschi con vocazione suicida o in preda a una crisi psicotica, può venir eterodiretta da potenze interessate a destabilizzare un paese?

Ci vuole così poco per seminare il terrore, senza neanche bisogno di armi sofisticate ma utilizzando un veicolo alla portata di tutti. Lo abbiamo visto accadere sempre più di frequente in Israele quale forma rudimentale di attentato terroristico da parte di palestinesi privi di armamentario più sofisticato.

In quel contesto la natura politica del crimine era e resta manifesta. Poi il fenomeno è stato esportato in Francia e in Spagna da parte di islamici votati al “martirio”, spesso indottrinati online, i cui massacri sono stati rivendicati ex post dall’Isis anche quando si trattava di scelte individuali.

È in Germania che l’orrenda pratica di questi investimenti perpetrati a casaccio tra la folla ha assunto caratteristiche sequenziali. Se ne sono contati parecchi in vari centri storici cittadini. E ogni volta si brancola nel buio, cercando di dedurre qualcosa di significativo dall’etnia e dalla fede religiosa dell’uomo alla guida.

Per quanto assurdo possa sembrare, siamo giunti a tirare un sospiro di sollievo ogni qual volta le autorità escludono la matrice politica e riferiscono che si tratta di persona soggetta a psicopatologie. Avere a che fare con un pazzo anziché con un fanatico sarebbe davvero così tranquillizzante?

Sabato 16 maggio scorso è toccato per la prima volta a una tranquilla città italiana, Modena, di vivere una simile dolorosa esperienza. Gli avvoltoi della politica xenofoba non chiedevano di meglio che sbandierare il nome inconfondibilmente arabo del colpevole, indicando la sua cittadinanza italiana quale aggravante. Pazienza se il Viminale ha escluso il movente politico o religioso, a costoro importa l’effetto che fa.

Ma se, malauguratamente, episodi del genere si ripetessero? Mi chiedo se sia poi così difficile indurre persone fragili, magari entrando in relazione con la loro solitudine attraverso i social, a compiere gesti irreparabili. Se ciò non potrebbe far parte di una strategia messa in atto da potenze straniere interessate a rilanciare l’equazione immigrato-terrorista per sovvertire gli orientamenti prevalenti nell’opinione pubblica…

Poi scrollo la testa. No, non voglio diventare un cospirazionista.


Germania

Negli ultimi dieci anni, il paese ha subito diversi attacchi con veicoli sulla folla. L’episodio più grave resta l’attentato Isis del 2016 al mercatino di Natale di Berlino (12 morti). Tra il 2024 e il 2026, si sono verificati nuovi casi a Magdeburgo, Monaco e Lipsia, con matrici variabili tra terrorismo e ideologia.
Altri tragici eventi, come quelli di Treviri e Volkmarsen, sono stati causati da individui con gravi squilibri psichici.
Per contrastare questa minaccia, le città tedesche hanno massicciamente implementato barriere fisiche e dissuasori nelle zone pedonali e durante i grandi eventi.

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