Somalia
Il gruppo islamista ha rivendicato l’attentato, con 25 morti, di venerdì scorso nel centro della capitale. I terroristi hanno voluto dare il “benvenuto” al presidente di Gibuti, in visita ufficiale. Stabilità, una chimera.

Venerdì 20 febbraio Mogadiscio è stata nuovamente teatro di un devastante e sanguinoso attacco terroristico, rivendicato da Al-Shabaab, il gruppo islamista radicale legato ad Al-Qaida. Nell’attentato ci sono stati 25 morti e una quarantina di feriti.

Sono stati presi di mira politici e alti funzionari del governo somalo, riuniti al Central Hotel (foto), luogo frequentato abitualmente dalla leadership somala, poco prima della preghiera del venerdì. Al-Shabaab, nella sua rivendicazione, afferma di aver voluto colpire “gli apostati”. Tra i morti si contano due parlamentari e il vice sindaco di Mogadiscio; tra i feriti il vice primo ministro.

In un comunicato rilasciato sabato dal ministro per la sicurezza, Abdirisaaq Omar Mohamed, si dice che 12 persone dello staff dell’albergo sono state arrestate per accertamenti. Infatti la dinamica dell’attacco suicida fa pensare che ci siano stati complici all’interno dell’albergo. Una ricostruzione, riportata dal sito Geeska Africa, vicino ad ambienti dell’intelligence somala e di altri paesi dell’area, dice che il primo attentatore, identificato come Ismail Muse, somalo con passaporto olandese, si sarebbe fatto esplodere su una macchina parcheggiata all’interno del compound dell’hotel. Subito dopo una donna, identificata come Lula Ahmed Dahir, occupata part time nell’hotel da circa 4 mesi, si sarebbe fatta esplodere all’interno della sala di preghiera.

L’attentato è stato portato a termine in una città blindata, in attesa della visita del presidente di Gibuti, arrivato sabato, dopo che nei giorni precedenti aveva visitato le truppe gibutiane che partecipano alla missione di pace dell’Unione africana, Amisom. Uno degli impegni del presidente di Gibuti era la deposizione della prima pietra dell’Accademia della lingua somala, comune ai due paesi. L’iniziativa è parte delle celebrazioni per il quarantesimo anniversario della codificazione scritta del somalo, parlato da almeno 15 milioni di persone nel mondo. È un indubbio segno degli sforzi del governo di Mogadiscio e di quelli dell’area di pensare ad una Somalia stabile e che riprende la via dello sviluppo in tutti i suoi aspetti, sforzi frustrati e messi continuamente in discussione dalle azioni terroristiche di Al-Shabaab.

L’ultimo attacco del gruppo terroristico in città si era avuto il 22 gennaio, davanti ai cancelli dell’hotel dove si stava svolgendo un incontro preparatorio della visita del presidente turco Erdogan, programmata per il giorno seguente. Anche in questo caso si può leggere chiaro il disegno di Al-Shabaab verso qualsiasi supporto alla stabilizzazione del paese.