GIUFA' – luglio-agosto 2012
Gad Lerner

Avevano ragione gli scettici, quelli che irridevano alle speranze della “Primavera araba” e la liquidavano come un inverno reazionario? Dietro di loro era facile riconoscere una difesa interessata dello status quo – meglio i dittatori amici che un futuro incognito –, ma anche una sfiducia assoluta nella possibilità che le società arabe vivano un’evoluzione dall’oscurantismo verso la democrazia.

Nonostante le evidenti contrarietà, ritengo che gli scettici continuino ad avere torto. Nel 2011 si è messo in moto un meccanismo di superamento dello status quo fondato sulla contrastata relazione fra dittatori, forze armate e integralisti. La nuova figura sociale del giovane arabo metropolitano – istruito, disoccupato ma con parenti all’estero, se non lui stesso viaggiatore, informato e connesso tramite i social network – non è più facilmente addomesticabile dai regimi dittatoriali. L’aspirazione a un miglioramento sociale e il bisogno di libertà realizzano una fusione, che è poi la stessa che ha riempito le piazze con una protesta non più episodica né ideologica, nella quale si sono ritrovate unite culture e fedi e appartenenze comunitarie fino a ieri incompatibili.

Certo, bisogna sapere che stiamo vivendo un sommovimento di lunga durata, soggetto a riflussi e controrivoluzioni, i cui effetti saranno verificabili solo fra molti anni. Ma si tratta pur sempre di un sommovimento inarrestabile, come dimostrano la reattività di Piazza Tahrir e la costanza con cui la repressione deve fare i conti ormai con la libera informazione e con un’opinione pubblica critica.

In questo scontro non possiamo restare spettatori passivi. Gli stessi leader di formazione integralista che hanno assunto il governo in Tunisia e che ora devono fronteggiare la furia salafita e far propria la difesa della laicità dello stato, sono passibili di un’evoluzione alla quale l’Europa può dare un contributo determinante.

Purché la smettiamo di considerare gli arabi come dei barbari con i quali funziona solo la politica del bastone.