Il Mozambico sta perdendo almeno 60 milioni di dollari all’anno a causa della pesca illegale, operata per lo più da entità straniere. L’annuncio è stato fatto dal ministro del Mare, delle Acque interne e della Pesca, Agostinho Mondlane durante il settimo incontro di Fish-i Africa, nella capitale Maputo.

Secondo Mondlane il modo più efficace per combattere la pesca illegale e non dichiarata – e contribuire ad ottenere sicurezza alimentare e sviluppo per gli Stati colpiti – consiste nell’unificare gli sforzi dei paesi africani che costeggiano l’Oceano Indiano.

La lotta contro la pesca illegale riguarda anche il cosiddetto “overfishing”, la pesca in eccesso rispetto ai limiti imposti dalle leggi. Una minaccia non solo per l’economia di molte nazioni africane, ma anche, e soprattutto, per l’ambiente. Tanto che un numero sempre maggiore di pesci e altri animali marini sono inseriti nella “lista delle specie minacciate”, ha ricordato l’organizzazione statunitense Environment.org.

Nel 2014, WWF Global ha applaudito la ratifica del Mozambico dell’accordo FAO Port State Measures Agreement (PSMA), definito un «enorme passo avanti nella lotta globale per eliminare la pesca illegale».

I paesi africani sono tra i più colpiti da questa attività, non dichiarata e non regolamentata, a causa dell’insufficiente controllo del mare e della carenza generale di governance. (News 24)

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