Mozambico / Economia e Risorse

Il governo di Maputo ha stipulato lunedì nuovi accordi con la compagnia petrolifera statunitense Exxon Mobile e con la russa Rosneft, per l’esplorazione e lo sfruttamento di petrolio e gas naturale che dovrebbero portare nelle casse dello stato africano più di 700 milioni di dollari.

Il ministro delle Risorse Minerarie Max Tonela, ha dichiarato che presto verranno firmati accordi anche con la sudafricana Sasol e con l’italiana Eni, quest’ultima già protagonista di un piano di sfruttamento di gas naturale dal 2016 nell’area di Coral South, nord del Mozambico.

Il ministro ha anche chiarito che la Empresa Nacional de Hidrocarbonetos, la compagnia petrolifera di proprietà dello stato, finanzierà con una quota tra il 15% e il 30% il progetto esplorativo.
E’ prevista la perforazione di 10 pozzi, con l’avvio della produzione dal 2022.

La decisione è strategica: il Mozambico si avvia infatti a diventare il quarto esportatore di gas a livello mondiale e tramite l’accordo si vogliono attrarre investitori stranieri e risollevare l’economia, piegata da una crisi aggravata dallo “scandalo del debito nascosto”.

Il governo deve però fare i conti con la presenza del gruppo terroristico Al-Sunnah, le cui cellule sono sparse sul territorio e che hanno realizzato violenti attacchi soprattutto nella provincia di Cabo Delgado, area ricca di risorse del sottosuolo.

Il rischio è una ulteriore destabilizzazione del paese che potrebbe ostacolare l’esecuzione dell’accordo tra governo e compagnie straniere. (Africanews / World Oil)

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