Mozambico

La scorsa settimana un gruppo di 30 uomini armati ha attaccato simultaneamente tre stazioni di polizia nel distretto di Mocímboa da Praia, nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, non molto lontano dal confine con la Tanzania. Gli attacchi sono avvenuti tra giovedì e venerdì, e hanno provocato la morte di due poliziotti e di 14 assalitori. La cittadina è rimasta paralizzata per due giorni e solo ora sta tornando alle normali attività quotidiane.

Le forze di sicurezza mozambicane sono riuscite a respingere l’attacco del gruppo di cui non si conosce l’identità, armato di AK-47 e che parlava swahili e portoghese, lingue comunemente usate nella zona. Le autorità stanno divulgando i dettagli del raid molto lentamente. Il portavoce della polizia Inacio Dina ha dichiarato che gli attacchi sono stati sicuramente coordinati e premeditati. Venerdì, durante una conferenza stampa, Dina ha ipotizzato che gli assalitori potrebbero essere legati a una “setta estremista islamica” locale, ma non ha fornito ulteriori dettagli.

Sempre la Polícia da República de Moçambique (PRM) sabato, ha poi annunciato all’agenzia lusitana Lusa, di aver arrestato 10 degli assalitori e di aver sequestrato quattro mitragliatori e circa cento munizioni. Alcuni sono stati catturati a causa delle ferite riportate nello scontro a fuoco, altri grazie alle denunce della popolazione. Le autorità hanno fatto sapere che stanno procedendo con gli interrogatori. Secondo l’agenzia portoghese Lusa uno degli arrestati avrebbe dichiarato di aver incontrato casualmente il gruppo e di esser stato arruolato con 2500 meticais (circa 35 euro).

“Si tratta chiaramente di un’azione che ha come obiettivo la diffusione del terrore e la destabilizzazione” ha affermato Dina ai media. Nel Paese sono nate subito insinuazioni su possibili legami con gruppi estremisti islamici come i nigeriani Boko Haram o i somali al-Shabaab, ma Dina ha specificato “che non esiste alcun legame del genere e che gli arrestati sono mozambicani”.

Alcuni giornalisti locali ipotizzano un possibile legame con un gruppo estremista chiamato Swalissuna nato 5 anni fa nella zona. Alcuni leader religiosi islamici locali sono stati arrestati quattro mesi fa per aver incitato alla disobbedienza civile e a boicottare le attività sociali del governo. L’attacco potrebbe essere una reazione agli arresti.

La regione di Cabo Delgado è particolarmente povera, ma di recente è divenuta strategicamente importante per la scoperta di giacimenti di gas naturale al largo delle sue coste. Lo sfruttamento è in mano ad alcune multinazionali tra cui l’italiana Eni e le americane Anadarko ed ExxonMobil. (Noticias / Lusa / OPais)

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