Elezioni generali
Il paese elegge oggi presidente e parlamento in un clima di grande tensione, pochi mesi dopo la firma di un accordo di pace tra lo storico partito di governo e quello, altrettanto storico, all’opposizione.

Oggi i cittadini mozambicani si recano alle urne per eleggere il presidente della repubblica e il parlamento. È la sesta elezione democratica dal 1992, anno in cui il paese andò al voto per la prima volta dopo la firma del primo accordo di pace tra Frelimo (Fronte di liberazione del Mozambico) – al potere dall’indipendenza (1975) – e Renamo (Resistenza nazionale mozambicana), il partito di opposizione.

Per la prima volta i mozambicani voteranno anche per i governatori delle 11 province, finora nominati dal partito al governo. Quattro i candidati in corsa per la presidenza e 26 i partiti e le coalizioni per le elezioni legislative e provinciali.

Probabile vincitore alle presidenziali è il presidente in carica Filipe Nyusi, 60 anni, del Frelimo, al termine del suo primo mandato a seguito della sua vittoria alle elezioni del 2014. Principale contendente è Ossufo Momade, 58 anni, nuovo leader alla guida di Renamo dopo la morte nel 2018 di Afonso Dhlakama, storico leader del movimento.

Daviz Simango, 55 anni, leader del Movimento democratico del Mozambico (MDM), è in corsa per la terza volta come candidato presidenziale dopo aver perso alle elezioni del 2009 e 2014, arrivando, in entrambi i casi, terzo. Simango è attualmente sindaco di Beira, la seconda città del Mozambico. Mario Albino, 57 anni, è invece il candidato di Amusi (Partito d’Azione extraparlamentare), creato nel 2015. È la prima volta che il partito ha un candidato alla presidenza.

Sul voto di oggi pesa l’ombra di violenze e frodi che hanno caratterizzato la campagna elettorale. La provincia settentrionale di Cabo Delgado, al centro di importanti esplorazioni minerarie e petrolifere, è stata colpita da attacchi compiuti da un gruppo militante localmente noto come al-Shabaab, che pare però non avere legami con il gruppo jihadista somalo.

Il 7 ottobre scorso, Anastacio Matavel, stimato capo di un consorzio di osservatori elettorali locali nella provincia meridionale di Gaza, è stato assassinato da un gruppo di cinque uomini armati, quattro dei quali erano membri della Forza di reazione rapida della polizia. A Gaza, roccaforte di Frelimo, sono state registrate 300mila persone in più rispetto al censimento del 2017 e secondo i dati della Commissione elettorale nazionale (Cne), l’80% della popolazione residente è in età di voto, rispetto al 47% nella maggior parte del resto del paese.

Dati del Cne che sono stati contestati da Rosario Fernandes, rispettato capo dell’istituto di statistica nazionale che si è dimesso dal suo incarico dopo essere stato duramente attaccato dal presidente Nyusi in campagna elettorale.

Mentre è assai probabile che Frelimo vincerà la maggioranza dei seggi in parlamento, il partito è preoccupato che il presidente Filipe Nyusi, che cerca la rielezione, non riesca a superare l’ostacolo del 50% nel primo turno delle votazioni presidenziali. In tal caso, i candidati dell’opposizione potrebbero coalizzarsi attorno al nome di un singolo favorito nel secondo turno e battere Nyusi.

Ciò spiega, dicono gli esperti, perché Frelimo abbia tentato le misure più disperate per manipolare il registro elettorale, con l’aiuto del Commissione elettorale nazionale (Cne) limitando la registrazione in aree chiave dell’opposizione come nella provincia centrale di Sofala e di gonfiarla artificialmente in roccaforti lealiste come appunto a Gaza.

Il voto di oggi è un voto cruciale per il futuro del paese, che sta nuovamente tentando la via della pace dopo anni di conflitto, scandali e tensioni interne: le nuove elezioni sono infatti uno dei principali punti dell’accordo di pace, disarmo e riconciliazione nazionale, firmato a Maputo lo scorso agosto.