Kenya / Tanzania
Negli ultimi tempi le relazioni diplomatico-economiche tra Kenya e Tanzania hanno vissuto momenti di crisi. Al centro il turismo, uno dei principali settori economici per entrambe le nazioni. La situazione sembrerebbe rientrata ma la nuova legge tanzaniana sui permessi di lavoro potrebbe riaccendere la miccia.

Sembrerebbero superate, almeno per il momento, le tensioni che, nelle ultime settimane, hanno caratterizzato le relazioni diplomatico-economiche tra Kenya e Tanzania.

Le radici della crisi sono da cercare, tra l’altro, nella drastica riduzione del flusso dei turisti in Kenya, a causa dei problemi dovuti ai ripetuti attacchi terroristici sulla costa, nelle località balneari più famose. La Tanzania, invece, che ha bellezze naturalistiche altrettanto conosciute ed è percepita come sicura, ha visto una notevole crescita del settore, in parte a spese del paese vicino. Il Kenya, quindi, ha cercato di difendersi mettendo in atto misure protettive.

La prima è stata la mancata concessione dei diritti di scalo all’aeroporto internazionale di Nairobi per la compagnia tanzaniana Fastjet, cosa che avrebbe intaccato il quasi monopolio della Kenyan Airways, la compagnia di bandiera keniana che collega con decine di voli settimanali molte località nei due paesi. La ritorsione non si è fatta attendere: l’autorità per l’aviazione civile tanzaniana ne ha ridotto da 42 a 14 i voli settimanali.

Intanto l’autorità di gestione dell’aeroporto di Nairobi rispondeva negando i diritti di parcheggio agli automezzi turistici con targa della Tanzania, nell’evidente tentativo di limitare le possibilità di trasportare i turisti sui luoghi di vacanza, attraversando il Kenya senza che il paese ne avesse alcun beneficio.

Il braccio di ferro è terminato il 23 marzo, con il ritorno allo stato precedente l’inizio della crisi: i voli torneranno ad essere 42 a settimana e gli automezzi turistici tanzaniani potranno accogliere i turisti direttamente all’aeroporto di Nairobi. Speriamo che l’accordo sia duraturo, nell’interesse dell’economico e delle buone relazione nell’area.

Rimane però aperto un altro problema che mette in gioco i buoni rapporti tra Kenya e Tanzania, e anche gli accordi di integrazione economica tra i paesi dell’Africa dell’Est, ratificato dai due paesi, che prevede la libertà di movimento senza restrizioni dei lavoratori in tutti i paesi firmatari. La nuova legge che regolamenta i permessi di lavoro in Tanzania, approvata dal parlamento e che entrerà in vigore probabilmente l’1 di luglio, dopo la firma del presidente, pone molte restrizioni, che colpiranno in particolar modo i cittadini del Kenya, che in Tanzania ricoprono posti di lavoro ad ogni livello, molti anche in ruoli manageriali. Il provvedimento, dice l’East African, settimanale pubblicato a Nairobi, è dovuto al tasso di disoccupazione a Dar El Salam, che è del 10,70%, secondo l’ufficio statistico ufficiale del paese.

Nella foto in alto un apparecchio della compagnia Tanzaniana Fastjet.