Kenya
Tra gennaio e maggio di quest’anno al Nairobi Women's Hospital sono stati registrati 1864 casi. L’84% sono casi di violenza fisica, mentre per il restante 16% si tratta di violenze sessuali. La campagna “Million Fathers Movement” cerca di sensibilizzare la popolazione.

Più di 25mila casi di violenza sulle donne sono stati registrati dal Gender Recovery centre (Gvrc) di Nairobi dall’inizio dell’attività del programma nel marzo 2001 ad oggi.

Di tutti i casi, il 56% sono stati casi di violenza contro le donne adulte, il 36% hanno riguardato giovani ragazze, mentre le percentuali riguardanti gli uomini e giovani ragazzi si aggirano rispettivamente  attorno al 3% e 5%.

Questo significa che la violenza contro le donne continua a essere nettamente maggiore se comparata a quella degli uomini, da quanto si può apprendere dalle statistiche del Gvrc.

Tra il gennaio e maggio di quest’anno al Nairobi Women’s Hospital sono stati registrati 1864 casi, di cui l’84% sono stati casi di violenza fisica, mentre il restante 16%  riguarderebbero violenze sessuali.

Durante un incontro con i media organizzato dalla Gvrc e la campagna “Million Fathers Movement”, il direttore generale del gruppo al Nairobi Women Hospital e il dottor Sam Thenya hanno ribadito il ruolo fondamentale degli uomini nella società per porre fine alla violenza di genere.

Dopo aver applaudito la campagna, il dott. Thenya ha lanciato l’appello per creare una società libera dalla violenza di genere, rilevando che questo “vizio” colpisce anche gli uomini e non solo le donne. Ha poi proseguito affermando che «la maggior parte dei responsabili sono uomini e alcuni sono anche vittime. C’è dunque bisogno di coinvolgere uomini buoni i

quali possono dimostrare che esiste una mascolinità positiva che può creare una società libera dalla violenza. Gli uomini controllano anche le risorse di tutti i settori in questo paese e, pertanto, devono essere attori in questa lotta».

La Campagna è stata pensata per essere lanciata in diverse regioni del paese. Il suo scopo è quello di espandersi per diventare un movimento sociale nazionale per costruire di rifiuto di ogni forma di violenza contro le donne come lo stupro, la violenza domestica, la mutilazione genitale femminile, matrimonio precoce.

Contemporaneamente un programma regionale associato presso l’organizzazione FemNetbyhi, attraverso il suo rappresentante Ken Otina, ha invitato professionisti dei media a evitare di perpetrare stereotipi e atteggiamenti maschilisti, specialmente quando si segnalano casi di violenza di genere. Li ha anche esortati a non cadere in pregiudizi e a rispettare la riservatezza per evitare di mettere a rischio i superstiti e le loro famiglie.