Namibia / Ambiente

La Coca-Cola Bottling Company Namibia ha annunciato la sospensione della produzione delle bibite in lattina nei propri stabilimenti di Windhoek, capitale namibiana, a causa della scarsità di acqua che colpisce le regioni centrali del paese, interessate, come gran parte dell’Africa Australe, da un’eccezionale ondata di siccità provocata dal fenomeno meteorologico noto come El Nino.

Il direttore dello stabilimento di Windhoeck, Frik Oosthuizen, in una nota diffusa nei giorni scorsi e circolata sui media locali ha precisato che si procederà ad importare i prodotti dal Sudafrica.

La decisione di sospendere la produzione è legata alla misura straordinaria, decisa dal comune di Windhoek, di ridurre la fornitura d’acqua e contingentare le scarse risorse idriche.

Nella nota si precisa che la quota di razionamento che spetta alla fabbrica è inferiore (su scala mensile) del 30% alla quantità di acqua minima necessaria per una normale produzione.

Il direttore ha annunciato anche che verrà annullata la produzione della bottiglia in vetro da un litro della popolare bibita zuccherosa.

Al momento, si precisa nella nota, la sede namibiana del marchio statunitense ha annunciato che la produzione continuerà solo nella fabbrica di Oshakati, nel nord del paese e che sono allo studio misure per “garantire la costante fornitura completa a tutti i clienti dei prodotti”.

Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite circa 29 milioni di persone sono a rischio insicurezza alimentare in Africa Australe a causa della siccità. Alcuni paesi (tra cui Malawi e Mozambico) hanno dichiarato lo Stato d’emergenza per la siccità che colpisce in maniera molto seria anche Angola, Botswana, Zimbabwe, Lesotho, Madagascar e Sudafrica.

Anche in Africa Orientale la situazione è molto delicata, con ampie zone dell’Etiopia costrette a fare i conti con un’emergenza alimentare di proporzioni storiche. (Atlasweb)