Namibia

Più di 100 ippopotami sono stati trovati morti la scorsa settimana nel fiume Cubango che attraversa il parco nazionale di Bwabwata, nel nord-est della Namibia. Un’ecatombe che le autorità sospettano sia causata dal batterio dell’antrace. “Non conosciamo l’origine delle morti, ma sospettiamo si tratti di una malattia dovuta all’antrace”, ha detto ieri il ministro dell’Ambiente, Pohamba Shifeta. “I nostri servizi veterinari sono in loco per cercare di determinare la causa delle morti. Quando i risultati saranno disponibili, sarà possibile intraprendere azioni adeguate”, ha aggiunto, evidenziando che il numero degli ippopotami deceduti potrebbe essere anche maggiore vista la presenza di numerosi coccodrilli che avrebbero potuto divorare parecchie carcasse.

L’antrace, detta anche carbonchio per il colore nero delle lesioni cutanee che sviluppa nelle vittime, è un batterio che può essere mortale anche per gli esseri umani, ai quali può trasmettersi per esposizione ad animali infetti, per inalazione di spore del batterio o per ingestione di cibo da queste contaminato, come avvenuto in Zimbabwe lo scorso aprile. Di solito, però, l’antrace non si diffonde facilmente. Le spore sopravvivono anche per decenni nel terreno prima di entrare nell’animale, attraverso una ferita.

“Questa è una situazione che abbiamo già visto prima”, ha affermato al giornale New Era Colgar Sikopo, direttore dei parchi e della gestione della fauna selvatica del ministero dell’Ambiente e del Turismo della Namibia, spiegando che epidemie come questa “si verificano principalmente quando il livello del fiume è basso”, ma che in precedenti casi erano morti solo un paio di ippopotami e di elefanti.

La Namibia, paese dell’Africa sud-occidentale, è una delle principali mete turistiche del continente per la bellezza dei paesaggi e per la ricchezza della sua fauna che contava, fino ad ora, anche una popolazione di circa 1.300 ippopotami.

Un precedente focolaio, nel 2004, aveva ucciso almeno 180 ippopotami in Uganda. La malattia ha recentemente decimato gli scimpanzé che vivevano nelle foreste tropicali di un parco nazionale in Costa d’Avorio, mentre in Siberia l’anno scorso più di 2.300 renne sono morte dopo essere state infettate da antrace, durante un periodo caldo. Nell’epidemia siberiana ha perso la vita anche un bambino. (Rfi / Bbc)