Nasce Justice Fleet. Flotta di giustizia - Nigrizia
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Una coalizione di 13 ONG che prestano soccorso in mare. Una piattaforma comune di denuncia delle violenze della guardia costiera libica
Nasce Justice Fleet. Flotta di giustizia
06 Novembre 2025
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 2 minuti

Tredici ONG che salvano in mare. Una coalizione, la Justice Fleet, che mette insieme Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, Sos-Humanity, Sea-Eye, Louise Michel e altre realtà tedesche, francesi, italiane e spagnole. Una risposta civile e politica all’indomani del rinnovo, il 2 novembre, del Memorandum Italia-Libia.

Per dire che, contrariamente alla connivenza delle istituzioni italiane ed europee, c’è chi non solo denuncia cosa sia la Libia, ma anche come sia contro il diritto internazionale, anticostituzionale e antiumanitario un accordo che sovvenziona violenze e respingimenti.

Una coalizione che diventa anche piattaforma online dove pubblicare tutti i documenti di ciascuna realtà, per mettere insieme quanti e quanto frequenti siano gli episodi di violenza in mare, contro le persone che lasciano la Libia e contro le navi delle ONG impegnate a soccorrerle.

E poi un’azione che diventa collettiva: la decisione di interrompere le comunicazioni con il cosiddetto Centro congiunto di coordinamento dei soccorsi di Tripoli (JRCC). Nessuna collaborazione con quella banda criminale che è la cosiddetta guardia costiera libica.

«Il JRCCC di Tripoli, che coordina gli interventi di cattura e respingimento, non può essere considerato un’autorità competente: non è operativo 24 ore su 24, non garantisce comunicazioni multilingue e non dispone delle infrastrutture necessarie per la gestione dei soccorsi. La Libia non è un porto sicuro. Le persone intercettate in mare vengono spesso riportate in centri di detenzione dove violenze, torture e stupri sono pratiche sistematiche».

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