Card. Pedro Ricardo Barreto Jimeno

Questo il testo dell’intervento:

“Il Sinodo Amazzonico che è terminato il 27 ottobre dell’anno scorso proponeva due iniziative fondamentali:

  1. La creazione di un organismo ecclesiale dell’Amazzonia
  2. La proposta di un Università cattolica per l’Amazzonia

Queste due iniziative sono state presentate come proposte che avevano come obiettivo quello di cercare nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale. Da diversi mesi, nonostante la pandemia, ci siamo riuniti come comitato promotore della Conferenza ecclesiale dell’Amazzonia che è stata creata in modo molto gioioso e pieno di speranzoso il 29 di giugno, la festa dei SS. Pietro e Paolo.

Erano presenti i vescovi amazzonici eletti dalle 9 Conferenze episcopali che fanno parte di questa regione e che pertanto sono rappresentativi di queste aree. Ha partecipato con grande lucidità e in modo molto attivo, rallegrandoci tutti, il cardinal Claudio Hummes, arcivescovo emerito di San Paolo in Brasile che era presidente della Rete Ecclesiale amazzonica creata nel settembre 2014 e che ebbe un ruolo molto importante nella preparazione del Sinodo amazzonico dell’ottobr dell’anno scorso a Roma sotto la presidenza di papa Francesco.

Allora questo processo ha portato a realizzare questa assemblea che si realizzò come ho già detto il 29 di giugno, dove furono presenti e parteciparono attivamente tre rappresentanti delle popolazioni indigene: una indigena dell’Ecuador, la signora Patricia Ualinga, una religiosa indigena del Brasile e un rappresentante dei popoli originari indigeni del Perù. Credo che ora questa conferenza ecclesiale dell’Amazzonia stia aspettando la risposta ufficiale di papa Francesco che la accoglie come un frutto molto speciale di questa esperienza del Sinodo.

L’esperienza sinodale è come l’esperienza del Rio delle Amazzoni: si vanno raccogliendo gli sforzi e  fatiche evangelizzatrici di molti sacerdoti, religiosi, laici, vescovi e agenti della pastorale. Si è potuto ascoltare la popolazione indigena amazzonica e si è potuta cercare, con umiltà e allo stesso tempo con convinzione di fede, la volontà di Dio che si è manifestata con questa conferenza ecclesiale dell’Amazzonia che ha tratti molto importanti: è una conferenza stabile, associativa dei vescovi dei 9 paesi amazzonici.

Ecclesiale non perché partecipano solo i vescovi ma anche religiosi e religiose, sacerdoti e laici e specialmente delle popolazioni indigene dell’Amazzonia che è un bioma molto importante per l’umanità e per la Chiesa. Allora in queste parole voglio riassumere quello che ha significato e significherà questa conferenza ecclesiale che aiuterà molto i nostri fratelli e sorelle amazzonici ad avere una Chiesa dal volto amazzonico come desidera Papa Francesco.

Questo significa per tutta la Chiesa universale, nei diversi continenti una preoccupazione molto speciale per i popoli originari e per i popoli più umili perché sentano che i poveri sono evangelizzati come un segno della presenza di Gesù risuscitato tra noi”.

Sullo stesso tema anche la testimonianza di Mauricio Lopez della Rete Ecclesiale Panamazzonica (Repam).