È senza famiglia, senza legge e senza focolare colui che ama gli orrori della guerra intestina. (Omero, Iliade, canto IX)

Eccellenze, capi di stato e di governo,
preoccupati per il presente e il futuro del nostro continente e più preoccupati ancora per gli eventi attuali all’interno della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas), noi, giovani africani alunni della sessione 14 della Young african leaders initiative (Yali) del Centro regionale leadership di Dakar, provenienti da 16 paesi africani, compresi quelli della Cedeao, abbiamo scelto di inviarVi, tramite la stampa, questa lettera aperta per condividere con Voi le nostre preoccupazioni sui possibili rischi che aleggiano sulla regione e, di conseguenza, su tutto il continente. Inoltre, vorremmo approfittare di questa occasione per farVi giungere alcuni suggerimenti che riteniamo opportuni per i paesi della Cedeao, nel conseguimento dei loro obiettivi di integrazione, di stabilità e di sviluppo.

Eccellenze, capi di stato e di governo,
i fatti che si succedono da tempo nella regione della Cedeao non sono rassicuranti. Mentre i paesi anglofoni (Nigeria, Ghana, Liberia) e Capo Verde presentano una certa stabilità politica, quelli francofoni presentano dei rischi preoccupanti.

Il Togo è appena uscito da una controversa revisione costituzionale e da elezioni presidenziali molto contestate, con la rielezione del presidente Faure Gnassingbé. Il Benin, da parte sua, non ha ancora finito di gestire le conseguenze delle ultime elezioni legislative.

Anche nella Repubblica di Guinea del presidente Alpha Condé la situazione è preoccupante. Le elezioni legislative sono velocemente degenerate in movimenti di protesta, severamente repressi, provocando la morte di molte persone.

Il Mali, patria di Soundiata Keita, si ritrova oggi ad un altro episodio della sua lunga crisi, con un futuro incerto. L’era di Ibrahim Boubacar Keïta ha lasciato il posto a quella della giunta militare, sullo sfondo della quale si rimette in discussione l’ordine costituzionale.

Uscito da una guerra civile dieci anni fa, la Costa d’Avorio è il paese dove già vari segnali preoccupanti inquietano. L’adozione della legge elettorale per ordinanza, la controversa interpretazione della Costituzione, adottata con referendum, che dà la possibilità di un terzo mandato al presidente della Repubblica in carica – così come in Guinea -, l’esclusione di alcuni cittadini dalla lista elettorale, il mancato rispetto delle decisioni dei tribunali sovranazionali, come nel caso del Benin, non sono eventi atti a tranquillizzare le coscienze.

La Mauritania, un paese che vive con gravi casi di disuguaglianza, si trova oggi con un clima politico teso, così anche il Senegal.

E che dire del Burkina Faso che, con Mali, Nigeria, Niger, Camerun e Ciad, subisce attacchi terroristici quotidiani? E che dire della Repubblica democratica del Congo, della Libia, dell’Egitto, dei due Sudan, della Somalia?

L’Africa è con tutta evidenza davanti a una minaccia riguardante la sua sicurezza; sarebbe inutile aggiungere a questa un’instabilità politica che potrebbe sfociare in guerre civili. Le numerose riunioni e decisioni della Cedeao, spesso faticano ad affrontare le sfide che hanno davanti, date tutte le esternalità negative rilevate, frenando così le prospettive di sviluppo economico e sociale della regione, la sua integrazione, la sua pace e la sua sicurezza.

Già da adesso, non è più necessario dimostrare l’impatto diretto di tutto questo sulla stabilità economica e sulla sicurezza dei paesi; e l’inizio di conflitti tra popolazioni e attori politici sembra sempre più probabile.

François Bugnion, ex direttore del Diritto internazionale e della cooperazione presso il Comitato internazionale della Croce Rossa scriveva: “Di tutti i flagelli che possono colpire un popolo o uno stato, la guerra civile è sempre stata considerata come uno dei peggiori. Guerra del figlio contro il padre, del fratello contro il fratello e del vicino contro il vicino, la guerra civile sfocia in una lotta spietata che non si limita allo scontro delle armi. Tradimenti, vendette e regolamenti di conti, la guerra civile scatena le tensioni e gli odi accumulati in una società che non ha saputo evolversi e il cui tessuto sociale improvvisamente si lacera”.

Eccellenze, capi di stato e di governo,
sappiamo tutti che l’Africa è esposta ad altri problemi che ne rallentano lo sviluppo. Dalla minaccia terroristica alla povertà, passando per la disoccupazione, la mancanza di infrastrutture, a una bilancia commerciale fortemente dipendente dall’esterno; il nostro spazio regionale e il continente devono affrontare enormi sfide. Ciò di cui i popoli africani, in generale, hanno bisogno, prima di tutto, è la stabilità e la pace. Questa è la condizione senza la quale non può esserci alcun sviluppo.

Eccellenze, capi di stato e di governo,
Vorremmo invitarVi a diventare più consapevoli delle Vostre decisioni e del loro impatto sui paesi e sugli africani. Dovremmo, insieme, orientare le nostre forze e le nostre azioni verso il raggiungimento di un’Africa unita e prospera, quella che vogliamo; di cui l’area della Cedeao sarebbe uno dei maggiori propulsori di sviluppo.

La nostra sinergia di azioni orientata verso la realizzazione delle nostre sfide in termini di stabilità, crescita, di pace e sicurezza, ma anche d’integrazione regionale, sarebbe fortemente apprezzata.

Si assicurerebbe così lo sviluppo sostenibile della zona Cedeao. Consapevoli del nostro ruolo cruciale di giovani leader africani, rimaniamo fortemente motivati ​​a coinvolgerci in un approccio inclusivo e partecipativo al servizio dello sviluppo, come raccomandato da Cheikh Anta Diop: “Giovani africani, armatevi di scienza fino ai denti, e se non riuscite a unire l’Africa, non sarete all’appuntamento del terzo millennio”.

Pertanto, noi vi suggeriamo:

  1. La salvaguardia dell’interesse primario dei nostri popoli.

  2. L’effettiva indipendenza dei nostri stati e istituzioni.

  3. Il rispetto per la Carta africana sulla democrazia, le elezioni e l’etica nella gestione del potere.

  4. Il rispetto delle decisioni dei tribunali regionali e comunitari.

  5. Il prendere sul serio le informazioni del sistema di allarme per la prevenzione dei conflitti nello spazio comunitario e l’accelerazione delle misure per combattere il terrorismo e l’estremismo violento.

  6. Un impegno ad aumentare le nostre forze in vista del mantenimento della pace e della sicurezza.

  7. L’attuazione di politiche e programmi incentrati sulla risoluzione dei problemi economici e dare un nuovo dinamismo alle nostre prospettive economiche e sociali per stimolare la crescita e la prosperità nello spazio della Cedeao.

  8. Rafforzare le misure messe in atto nel contesto della lotta contro la pandemia e stabilire programmi di resilienza efficaci, per rispondere alle esigenze durante i periodi di Covid-19 e del post Covid-19.

  9. Ritornare ai principi fondamentali della democrazia e dello stato di diritto.

  10. La promozione di una leadership forte e adeguata, efficace e partecipativa, capace di stimolare una migliore dinamica per il successo della nostra missione.

Eccellenze, capi di stato e di governo,
“Poiché le guerre iniziano nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace”. Questa verità, fissata come marmo nel Preambolo della carta dell’Unesco, ci porta a credere fermamente che se saranno considerate, le nostre proposte permetteranno alla Cedeao di crescere, e noi e voi, insieme. 

Vi ribadiamo il nostro indefettibile impegno per la nostra Africa e la nostra determinazione a lavorare per una migliore gestione degli interessi delle nostre nazioni, per una Cedeao integrata, efficiente e prospera, per affrontare, insieme, le sfide che abbiamo davanti.

Nella speranza che i nostri suggerimenti contribuiscano a mantenere la pace e la stabilità nella nostra regione e nel continente, Vi porgiamo, eccellenze, capi di stato e di governo, i nostri rispettosi saluti.

Hanno firmato :

  1. Adelakoun Landry Angelo Koladjo, avvocato d’affari, consulente in diritti umani (Benin)
  2. Affo Rihana, assistente sociale (Togo)
  3. Akoa Mveng Ronald Franck, coordinatore del Progetto di solidarietà internazionale (Camerun)
  4. Aloakinou Kpénassou Marie-Thérese, avvocato criminologo, presidente della Fondazione dei giovani amazzoni per lo sviluppo (Benin)
  5. Ametepe Kafui Ruth, avvocato (Togo)
  6. Amewadan Ahouefa Yawa, animatrice sociale (Togo)
  7. Anne Hamat, ingegnere in geologia mineraria, specialista nella governance delle industrie estrattive (Mauritania)
  8. Aziamate Yaovi, avvocato esperto in diritto ambientale (Togo)
  9. Bangoura Abdoulaye Bademba, farmacista (Guinea)
  10. Benane Innocent Ndouba, comunicatore sociale specializzato nei giovani, (Ciad)
  11. Bonkoungou Nadia Andréa Carine, ingegnere elettrico (Burkina Faso)
  12. Braima Sori Balde, amministratore (Guinea Bissau)
  13. Degla Hyanie Lucrèce Sènami, scrittore-giornalista-comunicatore (Benin)
  14. Dembele Aichatou, responsabile progetti culturali / artista designer (Mali)
  15. Diabate Magnigui Patrice, avvocato, formatore in arte dell’oratoria presso lo Studio formazione e sviluppo internazionale (Costa d’Avorio)
  16. Diakite Yagaré, psicologo / comunicatore (Mali)
  17. Diallo Diariatou, giornalista / attivista (Guinea)
  18. Diallo Mamadou Djouma, medico (Guinea)
  19. Diawara Absa, responsabile delle comunicazioni (Senegal)
  20. Diawara Fatoumata, ingegnere delle telecomunicazioni / imprenditore nel settore sanitario responsabile di progetti di sviluppo / imprenditore nel campo dell’istruzione (Mali)
  21. Dieye Moussa Oumar, consulente per lavori pubblici / responsabile divisione topografica del dipartimento infrastrutture stradali in Mauritania / Ingegnere consulente presso l’ufficio internazionale del lavoro in Mauritania. (Mauritania)
  22. Djerma Salifou, assistente programma protezione (Burkina Faso)
  23. Djiguimde Pingdwendé Aimée, specialista in communication management delle istituzioni, promotore dell’Associazione “Peace for All” (Burkina Faso)
  24. Gandega Wally Moussa, imprenditore, segretario generale di Amps (Associazione mauritana per la promozione economica e sociale), vicepresidente dei giovani ambasciatori della salute riproduttiva e della pianificazione familiare in Mauritania (Mauritania)
  25. Gomez Juana-Pasqua Firmina, comunicatrice e imprenditrice (Benin)
  26. Gounse Akoua Urielle Morelle Mona, tecnologo agronomo e imprenditore (Benin)
  27. Goussoumaye Alban, avvocato d’affari (Ciad)
  28. Hassane Bello, psicologo dell’edicazione (Ciad)
  29. Issoufou Sériba Sékou Youssouf, giornalista / membro della cellula Norbert Zongo per il giornalismo investigativo in Africa occidentale (Niger)
  30. Kemogne Joseph Joel, vicepresidente della Commissione dell’unione dei giovani africani – Ayuc (Camerun)
  31. Kossonou Affoua sonia, scrittore, assistente di progetto (Costa d’Avorio)
  32. Kouame Kablan Martin, specialista in governance e sviluppo, monitoraggio e valutazione del progetto. (Costa d’Avorio)
  33. Lebissa Eliol Trancy, business developer, general manager della start-up digitale Identity, presidente fondatore dell’associazione Jeunesse D’abord (Gabon)
  34. Leuga Moukam Arlette Rolande, economista, agente bancario (Camerun)
  35. Lode Himeline Ariane Délé, consulente per l’igiene dell’acqua (Benin)
  36. Mahamat Saleh Moussa, coordinatore nazionale della rete Maep (Mécanisme africain d’evaluation par les pairs) per i giovani (Ciad)
  37. Maiga Badicko, economista ambientale in formazione, account manager presso Go Etude (Mali)
  38. Mekondoum Eric, informatico (Ciad)
  39. Meyotsi Me Buke Bekial Jean Paul, consulente presso Dyma Corporation, segretario generale del movimento Jeunesse D’abord Gabon e promotore della start-up E-Kutu (Gabon)
  40. Mouehla Abega Jeannette Sandrine, responsabile delle informazioni pubbliche presso Child Care Camerun (Camerun)
  41. Naidoal Manta Padibine, amministratrice di dati informatici (Ciad)
  42. Nana dite venvouna Bouh, giurista, artista moderno, responsabile della mediazione presso Ufficio esecutivo della Rete dei giovani mediatori per la pace con l’Istituto repubblicano internazionale (Mauritania)
  43. Ndao Bouna, consulente in materia di istruzione e formazione, trainer presso Louga Crfpe, ricercatore in scienze dell’educazione (Senegal)
  44. Ngoloko Ngomb Noor Vanessa, docente-ricercatrice, promotrice dell’Associazione per il partenariato università-imprese (Camerun)
  45. Ngopgang Kouankam Liliane, community manager (Camerun)
  46. Ouattara Ahissata Myriam, business developer presso Fraisen, social media manager presso Digital G Sarl. Master in gestione delle imprese e MBA in marketing e strategia (Costa d’Avorio)
  47. Ouedraogo Ilassa, ingegnere in ingegneria elettrica ed energetica (Burkina Faso)
  48. Ouedraogo Maïmouna, avvocato, consigliere in studi e analisi (Burkina Faso)
  49. Sacko Matenin, geologo in formazione, presidente del circolo letterario del centro culturale franco-guineano (Guinea)
  50. Sacramento Daria Géraldine Tayé, medico oculista (Benin)
  51. Samake Sidi, Geografo dell’uso del suolo (Mali)
  52. Sonde Tegawendé Astrid Larissa, economista gestionario (Burkina Faso)
  53. Soumaila Hamza Abdoul Rachid, ingegnere informatico (Niger)
  54. Sow Abass, assistente capo del progetto Pacao sezione Mauritania della ong Cooperazion Internazionale (Mauritania)
  55. Tandia Fodie Amadou, community manager (Mauritania)
  56. Tedebaye Gérard-Le-Madjirebaye, informatico (Ciad)
  57. Traore Idrissa, agronomo, imprenditore agricolo (Senegal)