Nigeria: addio a Kasali Akangbe Ogun, maestro dell’intaglio sacro yoruba
Arte e Cultura Nigeria
Figura centrale del New Sacred Art Movement, ha legato il proprio lavoro alla salvaguardia del bosco sacro di Ọṣun-Òṣogbo, patrimonio UNESCO e cuore della spiritualità yoruba
Nigeria: addio a Kasali Akangbe Ogun, maestro dell’intaglio sacro yoruba
20 Gennaio 2026
Articolo di Redazione
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La folla in marcia durante l'Osun-Oshogbo Festival, in cui le opere di Kasali Akangbe Ogun figurano tra le principali opere artistiche esposte al pubblico (foto: Jeremy Weate / via Flickr)

È scomparso nei giorni scorsi Kasali Akangbe Ogun, uno dei principali intagliatori del sud-ovest della Nigeria e figura centrale nella storia recente del bosco sacro di Ọṣun-Òṣogbo. La sua morte segna la fine di una stagione artistica che ha legato in modo stretto produzione estetica, pratica religiosa e difesa di un paesaggio rituale oggi riconosciuto come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Nato a Osogbo intorno alla metà degli anni Quaranta, Akangbe Ogun proveniva da una famiglia di intagliatori yoruba, ma arrivò all’arte attraverso un percorso irregolare. Rimasto presto orfano, con un’istruzione formale quasi inesistente, si avvicinò al lavoro manuale come carpentiere. Fu negli anni Sessanta che il suo talento emerse con chiarezza, quando Susanne Wenger – artista e sacerdotessa yoruba, figura chiave del cosiddetto New Sacred Art Movement – lo indirizzò in modo deciso verso l’intaglio del legno come pratica artistica e rituale.

Da allora Akangbe Ogun divenne uno degli autori più riconoscibili di quel movimento che contribuì a salvaguardare il bosco sacro di Ọṣun, minacciato dall’espansione urbana e dall’abbandono delle pratiche tradizionali. Le sue opere non erano pensate come sculture autonome, ma come parti integranti di santuari, pilastri, coperture e spazi cerimoniali. Figure slanciate, volumi essenziali e un forte senso del movimento caratterizzano interventi che ancora oggi strutturano visivamente il paesaggio del bosco.

Il suo impegno non si limitò alla produzione artistica. Akangbe Ogun fu anche un custode attivo del sito, coinvolto nella protezione del fiume e della foresta da usi considerati incompatibili con il loro valore simbolico e ambientale. In questo senso, la sua pratica si colloca pienamente in una tradizione yoruba in cui l’artista è parte della comunità e responsabile del suo equilibrio.

Pur restando legato a Osogbo, il suo lavoro ha avuto una circolazione internazionale. Ha esposto in Nigeria, Europa e Stati Uniti, collaborando anche con istituzioni culturali afroamericane e università statunitensi. Di recente, il Metropolitan Museum of Art lo ha incluso in un documentario dedicato al bosco sacro e al New Sacred Art Movement, riconoscendone il ruolo nella costruzione di un’eredità ancora viva.

Akangbe Ogun ha sempre respinto l’idea dell’artista come individuo isolato. Amava definirsi un tramite, un punto di passaggio tra generazioni. La trasmissione del sapere ai figli, oggi a loro volta intagliatori, era per lui la misura più concreta di un lavoro destinato a durare oltre la sua vita.

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