Nigeria / Boko Haram

Miliziani del gruppo integralista islamico Boko haram hanno attaccato Buratai, il villaggio d’origine del capo dell’esercito nello Stato settentrionale di Borno, hanno ucciso due abitanti e hanno dato fuoco a diverse case.
Le vittime sono state trascinate fuori dalle loro abitazioni e sgozzate per strade. Lo riferiscono residenti, secondo cui diversi uomini armati sono giunti nella notte di lunedì nella cittadina dov’è nato il generale niegriano Tukur Yusuf Buratai, sparando all’impazzata e costringendo la popolazione a rifugiarsi nelle campagne. IL generale non era presente nel villaggio al momento della carneficina.
L’attacco è stato seguito da un fallito attentato suicida contro un posto di controllo dell’esercito a Biu, città a circa 25 chilometri da Buratai, che già nell’aprile era stato devastato in un’incursione ancora più sanguinosa, con 20 civili uccisi dai seguaci egli estremisti islamici Boko haram.

Sono ormai 6 anni che gli estremisti hanno intrapreso la campagna mortale per creare un califfato dove attuare la Shari’a integralista islamica nel nord-est della Nigeria. Dopo essere stati scacciati da gran parte del territorio che aveva conquistato, grazie alla coalizione degli eserciti dei paesi colpiti, Nigeria, Ciad, Niger e Camerun, gli estremisti sparsi nel territorio sono tornati ad attaccare bersagli facili con attacchi suicidi, intensificandoli nel mese del Ramadan appena concluso.
Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha fatto della lotta a Boko haram la sua priorità e ha chiesto il sostegno degli Usa nel suo primo viaggio a Washington in cui ha incontrato il presidente Barack Obama. (Agi.it / Reuters)