Bombe nel Delta del Niger
Scontri nel nord, bombe nel sud, manifestazioni di attivisti: la malattia del presidente Umaru Yar Adua potrebbe portare verso elezioni anticipate, altrimenti previste nel 2011. La commissione elettorale ha già proposto due date. Nel Delta, intanto, riprendono gli attacchi del Mend.

Sono due le date che la commissione elettorale indipendente in Nigeria ha proposto per le elezioni presidenziali del 2011. I due calendari, presentati oggi al presidente ad interim Jonathan Goodluck, danno la possibilità all’esecutivo di decidere tra il 22 gennaio e il 23 aprile, pur precisando, però, che le date potranno essere modificate in qualunque momento, qualora il parlamento dovesse approvare una nuova legge elettorale. Ed è stata infatti depositata dai parlamentari una proposta di riforma che potrebbe anticipare il voto fino a novembre 2010.
Nonostante il mandato presidenziale scada nel maggio 2011, amnistia per i ribelli della regione petrolifera del Delta del Niger.
Le esplosioni si sono verificate nel momento in cui i partecipanti entravano nella sala della conferenza, vicino alla sede del governo locale.

Qualche minuto prima, gli organi di stampa avevano ricevuto un comunicato del Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend), principale gruppo armato della regione, nel quale i militanti annunciavano di aver collocato tre bombe all’esterno e all’interno dell’edificio in cui era prevista la conferenza. Al momento non è ancora chiaro se ci siano state delle vittime.
Il Mend ha anche minacciato attacchi nei confronti della Total, multinazionale francese del petrolio.

Il movimento rimprovera al governo di Abuja di non aver fatto seguire all’amnistia, proposta sei mesi fa da Yar Adua, un efficace piano di reinserimento dei ribelli nella vita civile e un progetto di redistribuzione di parte dei proventi derivanti dal petrolio in favore delle comunità locali. «Il dialogo senza fine e le conferenze prive di esiti concreti non saranno più tollerati» avvisa il Mend, denunciando: «Mentre i delegati discutono senza raggiungere un accordo, le compagnie petrolifere rubano le risorse del territorio e i governatori saccheggiano le ricchezze delle popolazioni locali».

In realtà una proposta era stata già avanzata. Il presidente Yar Adua aveva, infatti, elaborato un disegno di legge che prevedeva l’assegnazione ai governi locali di una percentuale fissa di quanto ricavato dal greggio. Una proposta caduta nel nulla, da quando Yar Adua, assente dalle proprie funzioni da novembre, si è ammalato gravemente.
Oggi l’esecutivo nigeriano è retto ad interim dal suo vice, Goodluck, che non riesce tuttavia a guadagnarsi la credibilità e la legittimazione necessarie a governare il paese più popoloso del continente africano.