Il governo della Nigeria ha la responsabilità di promuovere la tolleranza e proteggere il diritto di ogni cittadino a praticare liberamente il culto, indipendentemente dal luogo in cui vive. Lo ha dichiarato all’agenzia di stampa cattolica ACI Africa, il vescovo Hilary Nanman Dachelem, della diocesi di Bauchi, intervenuto lo scorso 29 gennaio a un convegno dei vescovi della provincia ecclesiastica di Jos.
Ribadendo l’importanza della libertà religiosa per tutti i cittadini, sancita dalla Costituzione, il prelato ha lamentato che le comunità cristiane nell’area settentrionale del paese continuano a subire persecuzioni, pur se la violenza non si limita ai cristiani ma colpisce anche molti fedeli musulmani.
«La Chiesa rimane impegnata per la pace, il dialogo e il diritto di ogni cittadino a praticare liberamente il proprio culto – ha detto il vescovo – e il governo deve garantire che tutti abbiano il diritto alla libertà di religione, indipendentemente dalla loro ubicazione nel paese».
Affrontando le radici dell’estremismo religioso negli stati del nord, monsignor Dachelem ha sottolineato che spesso gli autori delle violenze sono persone influenzate o manipolate, piuttosto che guidate da una spinta di religiosità radicale.
La violenza secondo il vescovo è talvolta perseguita come un modello ereditato da atteggiamenti storici che collegano l’espansione religiosa al conflitto. «Ci sono luoghi in cui chiese e moschee coesistono fianco a fianco senza problemi. E il rispetto reciproco non intende lasciarsi andare a conflitti, perché vogliamo vivere serenamente la nostra adesione di fede».
Come guida pastorale di Bauchi, capitale dell’omonimo stato del nord, mons. Dachelem ha elogiato la resilienza dei cristiani nella sua sede episcopale, descrivendo la loro fede come «forte e incrollabile», nonostante le persistenti pressioni cui molti di loro sono sottoposti.
Il vescovo ha ribadito che lavorare in un ambiente prevalentemente musulmano è impegnativo, ma è d’altro canto estremamente importante e significativo. «Ciò che non possiamo giustificare né tollerare sono la persecuzione e gli omicidi» ha affermato il pastore, membro nigeriano della Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria (CMF).
Riferendosi poi al paese che si va preparando alle elezioni generali del 2027, il pastore ha messo in guardia dal rischio della violenza politica, esortando leader e cittadini a dare priorità alla vita umana rispetto all’ambizione personale o di partito.
A tale riguardo ha incoraggiato la partecipazione attiva dei cattolici all’impegno in politica, rifiutando la passività. Ha esortato il clero, i religiosi, le religiose e i laici a impegnarsi responsabilmente nella vita civile, guidati dalla dottrina sociale cattolica, incluso il perseguimento del bene comune.
«La pace si difende e si conserva quando le persone scelgono il dialogo, la comprensione e la responsabilità condivisa invece della paura e della divisione», ha concluso il capo della Chiesa cattolica di Bauchi.