Le regioni che verranno escluse dal controllo degli osservatori europei sono Rivers, Delta e Bayelsa. La motivazione che ha indotto a tale disposizione da parte della Missione per Osservazione Elettorale dell’Unione Europea è la mancanza di sicurezze circa la salvaguardia e la protezione degli osservatori in alcune regioni balzate di recente all’attenzione della cronaca, anche italiana.
 
La regione è una delle più ricche di petrolio, ma è abitata da una popolazione povera, in lotta con il governo centrale e con le multinazionali per poter avere il controllo delle risorse presenti sul territorio. Il timore più diffuso tra gli analisti è che la situazione si destabilizzi ulteriormente con l’avvicinarsi della data elettorale.
 
L’Unione Europea manderà già da oggi, comunque, 66 osservatori in 33 diversi stati per sorvegliare le campagne elettorali e i preparativi. Altrettanti osservatori andranno a rafforzare il gruppo per controllare il processo di voto, il conteggio delle schede e la pubblicazione dei risultati. Si prevede la redazione di due rapporti: uno preliminare e l’altro postumo al voto.
 
Tensione ed incertezza
Il clima politico è teso, non solo a causa degli avvenimenti violenti nella regione del Delta, ma anche per l’incertezza circa la lista dei candidati e i preparativi per la giornata elettorale. Pare infatti che il Senato nigeriano voglia impedire la candidatura del presidente uscente, Olusegun Obasanjo, e del suo vice, Atiku Abubakar.
 
I due sono accusati, o per meglio dire si sono accusati l’un l’altro, di aver utilizzato in maniera illegittima soldi provenienti dal Fondo di Sviluppo per la Tecnologia Petrolifera (PTDF). Pur possedendo immunità giuridica, data la loro posizione, non sarà loro possibile proporsi per un nuovo mandato, in quanto la costituzione nigeriana prevede che chiunque sia indiziato per frode o corruzione non possa candidarsi.
 
Il peso maggiore sembra doverlo sostenere Abubakar, accusato di aver disposto la spesa di 20 milioni di dollari senza l’approvazione del presidente. Dal canto suo Obasanjo deve rispondere al senato per una serie di accuse minori, ma più numerose: l’approvazione illegale di tre progetti, l’imposizione di limiti al fondo e il possesso di quattro diversi account presso il PTDF.