Nigeria / Plateau

L’esercito nigeriano ha effettuato 17 arresti in relazione all’uccisione di oltre 200 persone nello stato centrale di Plateau, teatro dei recenti scontri tra allevatori di bestiame e pastori.

Il portavoce dell’esercito, il maggiore Adam Umar, ha dichiarato che tre degli arresti sono collegati a omicidi avvenuti nell’area di Barikin Ladi, mentre gli altri 14 sono relazionati alla morte di viaggiatori nella capitale dello stato, Jos.

Gli scontri nascono dalla necessità di accesso a sempre nuovi terreni di pascolo per il bestiame degli allevatori (di etnia Fulani, in prevalenza musulmani) che invadono così le coltivazioni dei contadini (Peul e Berom, per lo più cristiani). Un conflitto che ha generato anche tensioni confessionali.

Rinforzi di polizia ed esercito sono stati inviati nel Plateau, dove rimane in vigore il coprifuoco notturno.

L’immobilismo delle forze di sicurezza nel sedare gli scontri è stato a lungo indicato come un fattore chiave dell’aumento delle violenze, che hanno provocato migliaia di morti negli ultimi decenni.

L’intensificarsi degli scontri ha messo sotto pressione il presidente Muhammadu Buhari che cerca di ottenere un secondo mandato con le elezioni presidenziali del prossimo anno. E la crescente insicurezza – scontri armati tra agricoltori e allevatori, banditismo e il terrorismo di Boko Haram – si sta configurando come una questione chiave.

Secondo quanto dichiarato da Amnesty International, almeno 1.813 persone sono state uccise in 17 stati dall’inizio dell’anno, più del doppio rispetto al 2017. (News 24)