“I confini della libertà economica”: sarà questo tema il filo conduttore dei vari incontri in programma alla sesta edizione del Festival di Economia di Trento, che si svolge dal 2 al 5 giugno. Per la prima volta, Nigrizia e Afriradio saranno presenti a questa ormai consolidata mostra-convegno culturale, raccontandovi alcuni degli appuntamenti più importanti riguardanti i temi dell’immigrazione, globalizzazione e povertà.

La prima giornata al Festival dell’economia di Trento è stata caratterizzata dall’intervento del professor Rodrik di Harvard, che ha tracciato i limiti della globalizzazione e la funzione sempre più spinta che deve avere lo Stato nel regolare e tutelare gli interessi locali.

 

Per Audrey Gaughran, responsabile del settore Imprese e diritti umani di Amnesty International, non è più sufficiente l’attività di sensibilizzazione dei consumatori. Per la tutela dei diritti ambientali e umani è necessario un intervento diretto degli stati per evitare gli abusi delle grandi aziende.

 

 

L’esperimento proposto al Festival di Trento con i partecipanti al dibattito sul tema dell’acqua ha dato un risultato chiaro: il 59% è rimasto convinto della necessità di una gestione pubblica dell’oro blu.

 

 

All’economia italiana servono 250mila immigrati l’anno per i prossimi 10 anni. Lo dice lo stesso governo Berlusconi. Come ha spiegato Emma Bonino, intervenendo al Festival dell’economia di Trento.

 

Considerata una delle menti più brillanti e influenti del pensiero economico, Esther Duflo non delude. La sua analisi sullo stato attuale delle politiche di sviluppo economico e lotta alla povertà abbatte pregiudizi consolidati e mette in discussione dogmi come il microcredito. 

 

Il sociologo Bauman si è detto preoccupato della nuova tendenza che vede il mercato come canale sostitutivo per il soddisfacimento delle esigenze morali. “Bisogna uscire dal vicolo cieco della crescita senza fine”.