Campagna "Taglia le ali alle armi"
Nuova iniziativa della società civile per dire no all’acquisto dei cacciabombardieri. Tra i nomi anche Zanotelli, Saviano, Servillo, e Benni. Mentre si avvicina il voto in Parlamento sulle mozioni che chiedono la cancellazione del programma, il fronte del “No” fra i parlamentari si consolida.

Mancano pochi giorni al voto della Camera sulle mozioni che chiedono al governo di cancellare o per lo meno modificare il programma d’acquisto dei cacciabombardieri. Ecco quindi che la mobilitazione dei contrari all’acquisto degli aerei da guerra si fa più intensa sia dentro sia fuori i palazzi del potere. Sette personalità del mondo della cultura, del cinema e dello spettacolo, Roberto Saviano, Alex Zanotelli, Mario Martone, Toni Servillo, Alice Rorhwacher, Stefano Benni e Ascanio Celestini, aderendo alle iniziative promosse dalla campagna “Taglia le Ali alle Armi“, hanno firmato un appello che chiede al governo Renzi di fermare il programma.
L’appello si basa sulla richiesta a tutti i deputati di sostenere le mozioni parlamentari rivolte a fermare l’acquisto degli F35, perché in tempi di tagli alla spesa pubblica come quelli odierni, l’acquisto di aerei militari appare una decisione deleteria per la comunità, nonché inconciliabile con l’agenda del governo. Perché spendere 14 miliardi di euro – che saranno 50 alla fine del programma – per produrre e comprare un aereo militare da guerra, quando non si trovano risorse per le politiche sul welfare e il lavoro di cui il nostro paese ha estremo bisogno?

Intanto il dibattito nei saloni della politica si accende e affiorano dubbi e dissensi specialmente dopo le notizie dagli Usa sui problemi tecnici e di sicurezza di questi apparecchi. Il fronte del No sembra crescere (come dichiarato da Repubblica). Il parlamentare Pd, Gian Piero Scanu e altri 19 deputati democratici hanno presentato un documento in cui non si chiede la cancellazione completa, ma almeno “dimezzamento del budget finanziario previsto”. Questa potrebbe una buona soluzione di compromesso per mettere tutto il Pd d’accordo, anche Civati e i suoi che sono sempre stati contrari al progetto. La stessa cosa avverrebbe con i deputati di Sel, anche se, come ha commentato il parlamentare Giulio Marcon, «è ancora una cattiva notizia pensare di continuare a spendere comunque altri 6,5 miliardi di euro per dei cacciabombardieri che trasportano armi nucleari, quando non abbiamo risorse per combattere la crisi».
Se a questo gruppo si aggiungessero, com’è certo, anche il Movimento Cinque Stelle e anche Scelta Civica che, secondo quanto riferisce Repubblica, si sarebbe espressa a favore del dimezzamento del budget, le cose potrebbero mettersi bene per il voto della Camera.

Sul lato opposto della trincea in Parlamento ci sarà sicuramente il Nuovo Centrodestra, che ha invece presentato una mozione tesa a promuovere l’acquisto dei cacciabombardieri, sottolineandone i potenziali ricavi economici che l’Italia potrebbe trarne.
La campagna “Taglia le ali alle armi”, intanto, ha annunciato che intensificherà la sua mobilitazione in questi giorni, monitorando tutto il dibattito parlamentare e anche attraverso azioni concrete. Non a caso è stata rinnovata la richiesta di un incontro con Matteo Renzi e con il ministro della difesa Pinotti e sul web è stato diffuso un decalogo che spiega le ragioni del No a questo progetto.

 

Ecco di seguito l’appello firmato dalle sette personalità del mondo della cultura, del cinema e dello spettacolo:


LA CAMERA DEI DEPUTATI VOTI LO STOP AGLI F35
Nei prossimi giorni la Camera dei Deputati tornerà a discutere, con possibilità di decidere, sulla questione dei caccia F35.
Con questo appello – dopo la grande crescita degli ultimi anni di iniziative contro gli F35 grazie all’azione della società civile e del movimento per la pace riunito nella campagna “Taglia le ali alle armi” – intendiamo sostenere tutte le iniziative parlamentari finalizzate a bloccare tale scelta sbagliata, puntando alla cancellazione definitiva di questo programma.
Spendere 14 miliardi di euro per produrre e comprare (e oltre 50 miliardi per l’intera vita del programma) un aereo con funzioni d’attacco e capace di trasportare ordigni nucleari, mentre non si trovano risorse per il lavoro, la scuola, la salute è una scelta incomprensibile che il Governo italiano deve rivedere.
Per questo chiediamo ai Deputati di sostenere tutte le mozioni parlamentari rivolte a fermare il programma degli F35 e tutte le iniziative della società civile, delle campagne e del movimento per la Pace che chiedono la riduzione delle spese militari a favore del lavoro, dei giovani, del welfare e delle misure contro la crisi economica.

 

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