Il boom del cinema nigeriano
L’industria cinematografica nigeriana produce più di quella statunitense: 872 film contro 485. Il successo di un cinema nuovo, fresco e con bassi costi.

Una telecamera digitale, una manciata di denaro, poco tempo e tanto ingegno: sono gli ingredienti che bastano per produrre un film in Nigeria. Con questa ricetta il cinema nigeriano è riuscito a ridurre il distacco con l’India, leader mondiale per quantità di film prodotti all’anno, e a superare la storica Hollywood. È quanto rivela questa settimana un rapporto dell’Istituto di Statistica dell’UNESCO (UIS).

In base alla ricerca dell’UIS l’indiana Bollywood (dalla città di Bombay) ha prodotto, nel 2006, 1.091 lungometraggi. Nollywood (com’è stata denominata  la produzione nigeriana) segue subito dopo con 872 film, mentre gli Stati Uniti si collocano terzi nella classifica di produzione mondiale, con 485 produzioni cinematografiche.

Secondo Koïchiro Matsuura, Direttore Generale dell’UNESCO, i dati della ricerca sono esempi brillanti di come “le industrie culturali possano aprire la porta al dialogo e alla comprensione tra i popoli, ma anche alla crescita economica e allo sviluppo” e del “bisogno di ripensare al posto della cultura nell’agenda politica internazionale”.

Il successo di Nollywood dipende dall’alta quantità di film prodotti all’anno, resa possibile grazie all’impiego di budget minimi (con attori non professionisti e location improvvisate) e grazie alla tecnologia digitale che permette di uscire su DVD con costi molto bassi. In più il pubblico apprezza le storie di vita quotidiana narrate in questi film, magari non altamente raffinate, ma in cui gli africani si possono identificare davvero.

(In audio l’intervista realizzata da Fortuna Ekutsu Mambulu a Franco Sacchi, regista originario dello Zambia, autore del film-documentario This is Nollywood)