Un lavoro collettivo, corale che mette insieme analisi e studi, dati e riflessioni che diventano lenti di lettura di un fenomeno, quello delle diseguaglianze, che rende un paese iniquo, ingiusto. A dargli corpo 13 ricercatori e ricercatrici che quella ingiustizia la vivono in prima persona, visti i continui tagli di fondi destinati a chi della ricerca e del pensiero fa strumento di lavoro.
Un libro-manuale, che spiega cosa sia realmente la ricchezza, quale differenza vi sia tra chi guadagna i soldi e chi li possiede, perché salario e patrimonio non solo distanziano possibilità di vita, ma determinano reddito/rendite differenti. Distinzione non da poco, perché più dei redditi, la ricchezza tende a essere distribuita in modo diseguale soprattutto da chi detiene la seconda voce, il patrimonio, e la tramanda di generazione in generazione, segnando la mobilità economica e sociale di un paese.
Un fenomeno strutturale che necessiterebbe di un coraggio politico capace di spostare la fiscalità generale, di attuare l’articolo 53 della Costituzione. Il libro declina la disuguaglianza in ogni voce: dal salario alle differenze di genere, dai nord ai sud dell’Italia e del mondo, dalla parcellizzazione dei contratti di lavoro alle questioni climatiche, perché tutto si tiene quando si parla di diseguaglianze e tutto determina ingiustizie spesso trasversali rispetto a quelle categorie che più pagano da sempre: le persone giovani, donne e migranti.