Missionari/e e immigrati
Documento della Cimi contro lo stato di degrado e di sfruttamento dei migranti in Italia. Duro attacco non solo alla legislazione attuale, ma anche alla Turco-Napolitano. L’impegno assunto dagli istituti missionari è di mettere a disposizione delle chiese locali personale adatto e il supporto di strutture adeguate per un lavoro con gli immigrati.

«Noi riteniamo che tutta questa legislazione italiana sia il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom, e incarna una cultura xenofoba e razzista che ci sta portando nel baratro dell’esclusione e del rifiuto dell'”altro”, specie del musulmano».

 

È uno dei passaggi più duri che si possono leggere nel lungo documento intitolato Non possiamo tacere. I missionari/e e immigrati, redatto dalla Commissione giustizia, pace e integrità del creato della Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi). Un testo in cui si affronta lo stato di degrado civile, economico, umano in cui sono costretti a vivere oggi i migranti e i rom nel nostro paese.

 

Il documento analizza in profondità le ragioni delle grandi migrazioni e le legislazioni europea – e italiana, in particolare – in tema di accoglienza e di asilo politico. Molto aspro l’attacco alle leggi xenofobe del governo Berlusconi, anche se la critica dei missionari fa risalire questo crescente razzismo già alla legge del centro-sinistra, conosciuta come Turco-Napolitano (1998).

 

Ma il testo non è solo un lungo e analitico atto di accusa contro lo sfruttamento dei nuovi poveri. È anche un’assunzione di responsabilità da parte dei missionari, i quali dichiarano apertamente di stare dalla parte degli immigrati («la nostra è una scelta di campo: la scelta degli ultimi»), ma affermano anche che oggi è insufficiente fermarsi alla denuncia: «Come istituti missionari, inseriti nelle chiese locali, siamo chiamati ad agire mettendo a disposizione personale adatto e il supporto di strutture adeguate per un lavoro con gli immigrati, privilegiando l’impegno congiunto con la commissione “Migrantes” a livello nazionale e locale».

 

Inoltre, la Cimi sollecita «la Commissione episcopale italiana a redigere un documento che, oltre la denuncia della deriva culturale rispetto al tema migratorio, offra gli opportuni orientamenti alle comunità cristiane».

 

Questo il documento completo: Non possiamo tacere.doc