manifestanti davanti al palazzo presidenziale, ieri a Khartoum

Oggi parliamo delle imponenti proteste di ieri contro il potere ai militari in Sudan, delle operazioni degli eserciti congolese e ugandese nell’est della Rd Congo, e dell’aumento di manodopera straniera nel settore agricolo italiano.

Sudan: nuove, imponenti manifestazioni popolari contro i militari al potere

In Sudan ieri centinaia di migliaia di persone hanno marciato verso il palazzo presidenziale nella capitale Khartoum per protestare contro il colpo di stato militare del 25 ottobre, e contro il successivo accordo per il reintegro del primo ministro Abdallah Hamdok che ha mantenuto la condivisione del potere con i militari. L’ondata di protesta, la nona dal golpe e una delle più imponenti, è stata repressa con gas lacrimogeni e granate assordanti con decine di feriti, secondo fonti mediche citate dall’agenzia Reuters. Le immagini condivise sui social media hanno mostrato però anche abbracci tra soldati e civili, e manifestazioni svolte anche in diverse altre città tra cui Port Sudan, Madani e Kassala. Le Forze per le libertà e il cambiamento hanno indetto nuove proteste per il 25 e il 30 dicembre.

Rd Congo: continuano le operazioni degli eserciti congolese e ugandese contro le Adf

Operativi dal 30 dicembre nel Nord Kivu – nel nordest della Repubblica democratica del Congo – per arginare il gruppo armato Forze democratiche alleate (Adf), alcuni reparti dell’esercito congolese e ugandese hanno tracciato un bilancio del loro operato. In un comunicato congiunto affermano di aver bombardato alcune postazioni delle Adf nel territorio di Beni e a Madina nell’Ituri, e di aver arrestato 35 ribelli. Non si fa riferimento a eventuali morti o feriti. Il gruppo armato Adf è di origine ugandese e dal 1995 ha basi anche nella Rd Congo. Oltre a destabilizzare la regione congolese, è ritenuto responsabile di alcuni attentati avvenuti nella capitale ugandese Kampala, rivendicati dall’organizzazione jihadista gruppo Stato islamico. Dal 6 maggio, nel Nord Kivu e nell’Ituri è in vigore lo stato d’assedio e l’attività della autorità civili è sospesa.

Italia: in aumento l’impiego di manodopera straniera nel settore agricolo  

In Italia negli ultimi anni si è registrato un aumento dei lavoratori stranieri nei campi. Secondo l’Annuario dell’agroalimentare italiano curato dal Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, nel 2020 erano il 18,5% del totale dei lavoratori agricoli. Quindici anni fa, la percentuale di manodopera straniera valeva solo il 4,3% del totale, ma dal 2008, a seguito dell’allargamento dell’Unione europea a Romania e Bulgaria, il ritmo di crescita si è fatto più sostenuto. Nonostante un calo del 2,5%, il settore agroalimentare italiano vale 512 miliardi di euro, il 17% del Prodotto interno lordo.

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