Foreste primarie abbattute (Pinterest)

Oggi parliamo dell’aumento della distruzione di foreste primarie in Brasile e Rd Congo, del tentato golpe militare in Niger e della liberazione di 120 miliziani pro-Haftar in Libia.

Ambiente: 4,2 milioni di ettari di foreste pluviali abbattute nel 2020

Un’area di foresta pluviale incontaminata delle dimensioni dei Paesi Bassi (4,2 milioni di ettari), è stata bruciata o abbattuta lo scorso anno, quando si è registrato un aumento del 12% della distruzione delle foreste tropicali del pianeta, nonostante il rallentamento economico globale.

A rivelarlo è un rapporto pubblicato ieri da Global Forest Watch, basato su dati satellitari. Le peggiori perdite sono state in Brasile, seguito dalla Repubblica democratica del Congo. Lo studio sostiene che le restrizioni legate al Covid-19 potrebbero aver favorito l’attività illegale perché le foreste sono state meno protette e per il ritorno di un gran numero di persone nelle zone rurali.

Niger: sventato un tentativo di golpe militare, domani si insedia il nuovo presidente

A definirlo «tentativo di colpo di stato» sono le autorità del nigerine, le uniche che danno informazioni su ciò che è accaduto nella notte tra martedì 30 e mercoledì 31 marzo, quando si sono sentiti colpi di arma da fuoco nella capitale Niamey, nelle vicinanze del palazzo della presidenza e del ministro degli esteri. Non si dà conto di morti o feriti.

Oggi si è saputo che è in corso un’inchiesta, che sono stati arrestati una quindicina di militari e che è ricercato un capitano dell’aeronautica, tale Gourouza, che avrebbe guidato l’operazione. Questi fatti non hanno modificato il programma istituzionale: domani ci sarà l’insediamento del presidente Mohamed Bazoum (che succede a Mahamadou Issoufou), la cui elezione è contestata dal candidato dell’opposizione Mahamane Ousmane.

Libia: liberati 120 prigionieri legati a una milizia pro-Haftar

Centoventi prigionieri appartenenti al campo del maresciallo Khalifa Haftar, l’uomo forte della Libia orientale, sono stati rilasciati ieri, in un contesto di riconciliazione nazionale. La cerimonia è avvenuta a Zawiya, una città situata a 45 chilometri a ovest di Tripoli. Sono tutti appartenenti alla Brigata 107, catturati vicino Zawiya durante i giorni dell’offensiva delle truppe di Haftar contro Tripoli.

La Libia sta cercando di districarsi da un decennio di conflitto, dalla caduta nel 2011 del regime di Muammar Gheddafi. Anni di caos, segnati dall’esistenza, nell’ultimo periodo, di potenze rivali in Tripolitania e Cirenaica. I combattimenti tra le forze fedeli al governo di unità nazionale (Gna, riconosciuto dall’Onu e con sede a Tripoli) e quelle del maresciallo Haftar, si sono conclusi nell’estate del 2020.