Il rieletto presidente del Ghana, Nana Akufo-Addo (Credit: qz.com)

Oggi parliamo dei risultati delle elezioni del 7 dicembre in Ghana, del degrado dei diritti umani in Algeria e della proposta di un dialogo nazionale per risolvere la crisi politica in Costa d’Avorio.

Ghana: Nana Akufo-Addo eletto per un secondo mandato

Con il 51,59% dei consensi, il capo di stato uscente Nana Akufo-Addo è stato eletto per un secondo mandato di quattro anni, battendo per la seconda volta consecutiva il suo principale sfidante, John Mahama, fermo al 47,36%. Alta l’affluenza al voto del 7 dicembre, attestata al 79% degli aventi diritto, nonostante le misure anti-pandemia.

I risultati, diffusi ieri sera dalla Commissione elettorale con oltre 24 ore di ritardo sui tempi annunciati, sono contestati dal partito di Mahama, il Congresso democratico nazionale, che in parlamento ha ottenuto 135 dei 275 seggi. Altri 137 sono andati al partito del presidente, il Nuovo partito patriottico. Per gli osservatori locali e internazionali, le elezioni sono state trasparenti, libere ed eque.

Algeria: in costante deterioramento la situazione dei diritti umani 

La Lega algerina per la difesa dei diritti dell’uomo, nel suo rapporto annuale per il 2020, delinea un quadro negativo per quanto riguarda la situazione dei diritti umani nel paese nordafricano. Il rapporto denuncia gli arresti di massa degli attivisti del movimento di protesta “Hirak”, blogger, giornalisti o perfino persone che semplicemente commentano l’attualità nazionale sui social network.

Segnalata anche la chiusura di siti d’informazione e di blog, come anche il divieto di svolgere attività politiche e associative a partire da dicembre 2019. I redattori del documento presentano alla fine pure una lunga lista di “leggi liberticide”. L’ong segnala inoltre che oggi il suo sito non è accessibile in Algeria.

Costa d’Avorio: l’oppositore Bedié incontra il presidente e propone un dialogo nazionale

Il leader dell’opposizione Konan Bédié ha deciso di superare la fase di stallo creata dopo le contestale elezioni del 31 ottobre che hanno visto il presidente uscente Alassane Outtara accaparrarsi il terzo mandato consecutivo, interpretando a modo suo la Costituzione. E così Bédié, dopo un incontro con Ouattara, ha archiviato il Consiglio nazionale di transizione e scelto la formula del dialogo nazionale che, nelle intenzioni, dovrebbe consentire di trovare un soluzione politica.

Sul tappeto rimane la rivendicazione di una effettiva democrazia, alla quale si aggiunge la richiesta di elaborare un nuova Costituzione «consensuale». La liberazione degli oppositori arrestati negli ultimi mesi sarebbe un segnale che Ouattara dà credito a questo dialogo nazionale.