Oggi parliamo di tensioni tra Marocco e Spagna per un video che documenta un picchiaggio di minori migranti alle Canarie, di una campagna di sequestri denunciata dall’opposizione in Uganda e dell’aumento della pirateria nel Golfo di Guinea.

Canarie: tensioni tra Marocco e Spagna per un video che documenta violenze su minori migranti

C’è un video che ha creato tensioni tra Spagna e Marocco. Girato nel gennaio 2021, mostra agenti di polizia che picchiano selvaggiamente giovani migranti marocchini, in un centro di accoglienza per minori di Las Palmas, nelle isole Canarie. Nel video, di poco più di 4 minuti, alcuni adolescenti implorano la polizia di smettere di picchiarli. Uno di loro è sdraiato a pancia in giù. È immobile e sembra aver perso conoscenza.

Durante tutta la scena, gli agenti sembrano ignorare le grida dei ragazzi. Le immagini sono state diffuse sui social network e Rabat ha convocato l’ambasciatore spagnolo chiedendo che vengano prese misure disciplinari contro i poliziotti coinvolti. Ieri il ministro dell’interno spagnolo ha accolto la richiesta e ordinato un’indagine sugli agenti di polizia coinvolti.

Uganda: l’opposizione denuncia una campagna di arresti arbitrari

L’opposizione in Uganda denuncia una campagna del regime contro i suoi sostenitori. Il candidato sconfitto alle presidenziali del 14 gennaio, Bobi Wine, ha parlato di 3.000 persone arrestate con blitz notturni nelle case e portati in luoghi sconosciuti. Sarebbero centinaia i sequestri segnalati nell’ultimo mese dai famigliari.

Ma giovedì scorso il ministro dell’Interno, generale Jeje Odongo, ha detto al parlamento di essere a conoscenza solo di 31 persone arrestate e indagate per terrorismo. Sempre Wine ha denunciato e documentano con immagini le torture estreme subite da un suo sostenitore, Segawa Ronald, 22 anni. Scomparso per due settimane e poi lasciato all’obitorio. Il giovane è vivo, ma in stato d’incoscienza.

Golfo di Guinea: due navi attaccate dai pirati in pochi giorni

Una tonniera cinese e una petroliera che trasportava carburante per la French Total sono state dirottate nel Golfo di Guinea, epicentro mondiale della pirateria. L’annuncio è stato dato ieri da una compagnia di sorveglianza marittima di stanza in Guinea Equatoriale. Il peschereccio cinese Lianpengyu 809, che batte bandiera gabonese, è stato assaltato domenica al largo di Port-Gentil, porto del Gabon.

L’altra nave, la petroliera Maria E che opera per la Total, è stata attaccata martedì al largo di São Tomé e Príncipe. Secondo un rapporto dell’International Maritime Bureau, il numero di atti di pirateria in tutto il mondo è aumentato del 20% nel 2020, spinto da un aumento record dei rapimenti nel Golfo di Guinea. Su 135 marinai rapiti nel 2020, 130 lo sono stati in quest’area al largo dell’Africa occidentale e centrale.