Manifestazione di protesta dei giovani a Luanda (Credit: amjamboafrica.com)

Oggi parliamo di scontri tra polizia e manifestanti nella capitale dell’Angola, di due donne gay arrestate in Gabon per “insulto alla morale” e dell’impegno del governo del Sudan per il ritiro della missione Onu-Ua in Darfur.

Angola: scontri tra polizia e manifestanti a Luanda

La festa dei 45 anni di indipendenza è stata segnata ieri da duri scontri a Luanda tra polizia e manifestanti che chiedono migliori condizioni di vita. I giovani sono stati dispersi con proiettili di gomma, cannoni ad acqua e gas lacrimogeni. Secondo i manifestanti, almeno una persona è morta e diverse sono rimaste ferite.

Tra questi ci sarebbero gli attivisti Nito Alves e Laurinda Gouveia. Diverse persone sono state arrestate. La polizia angolana nega ci siano stati morti negli scontri. “L’atmosfera oggi era di terrore”, ha detto il portavoce dei manifestanti, Dito Dalì, parlando di un paese “tornato allo stato di polizia, dove le autorità non rispettano la Costituzione e le leggi”. Il tasso di disoccupazione in Angola è salito al 32%.

Gabon: arrestate due donne gay per “insulto alla morale”

Due gabonesi sono state arrestate lunedì a Makokou, nel Gabon orientale, per «insulto alla morale» dopo aver simulato un matrimonio gay ed essersi baciate in pubblico. Lo rivela l’agenzia di stampa francese Afp. Il 23 giugno, il parlamento gabonese aveva approvato una legge che depenalizza l’omosessualità.

«Ma la legge non consente di celebrare un’unione tra persone dello stesso sesso o di baciarsi in pubblico perché offende la morale», ha detto una fonte sentita da Afp. Questo caso è il primo nel paese. Secondo il codice penale gabonese, il disprezzo del buon costume è punibile con 2 anni di carcere e una multa di 2 milioni di franchi Cfa (circa 3.500 euro). Le due donne arrestate a Makokou hanno 47 e 26 anni. Hanno spiegato il loro atto con il desiderio di adottare bambini.

Sudan: il governo ribadisce l’impegno per il ritiro dell’Unamid dal Darfur

Il Consiglio sovrano ha ribadito il suo impegno per il ritiro della missione congiunta dell’Unione africana e delle Nazioni Unite nella regione del Darfur (Unamid), entro la fine dell’anno. È quanto emerge da un comunicato diffuso al termine dell’incontro tra Shams El Din Kabbashi, membro del Consiglio, con l’inviato americano in Sudan, Donald Booth.

Intanto il governo russo ha approvato mercoledì la costruzione di una base navale militare nel Sudan orientale, sul Mar Rosso. L’accordo era stato raggiunto nel novembre 2017 durante una visita dell’ex presidente Omar El-Bashir a Mosca. Dopo il crollo del regime nell’aprile 2019, il governo sudanese non si è ritirato. Il capo del Consiglio Sovrano, Abdel Fattah al-Burhan, durante una visita in Russia nell’ottobre 2019 ha anzi chiesto di rafforzare la cooperazione tra i due paesi.