Oggi parliamo delle proteste delle associazioni ambientaliste contro Parigi per il suo appoggio alla Total in Zimbabwe e Tanzania, del “pensionamento” forzato di 42 militari dalla giunta golpista in Guinea e della scandalosa proposta di immunità agli agenti britannici nel caso in cui avvengano annegamenti durante i respingimenti dei migranti

Parigi nel mirino degli ambientalisti per l’appoggio a Total in Uganda e Tanzania

Lo stato francese sta aiutando Total a realizzare i giganteschi e controversi progetti petroliferi in Uganda e Tanzania. E questo «in totale contraddizione con i discorsi a favore dei diritti umani e del clima» usciti a Parigi. È l’atto di accusa di alcune associazioni ambientaliste, le quali ricordano ֿgli impatti devastanti sui diritti umani e sull’ambiente della realizzazione dell’East African Crude Oil Pipeline (EACOP), il mega oleodotto tra Uganda e Tanzania  della Total. E, a loro avviso, «non è solo la grande compagnia petrolifera a non tener conto dei numerosi avvertimenti della società civile e degli scienziati». È lo stesso stato francese, in totale contraddizione con i suoi discorsi a favore dei diritti umani e del clima, che sta mettendo tutti i suoi mezzi al servizio di Total, affinchè questi devastanti progetti abbiano successo. Progetti contrastati dalle popolazioni locali.

Guinea, il “pensionamento” sospetto di 42 generali

In Guinea, il colonnello Mamadi Doumbouya, che il 5 settembre ha destituito con un colpo di mano delle forze speciali il presidente Alpha Condé e che dal 1° ottobre si è autonominato presidente della transizione, ha posto in pensione 42 generali, tra cui il capo di stato maggiore dell’esercito e il capo della gendarmeria nazionale. Il rimaneggiamento delle gerarchie militari è avvenuto con una serie di decreti. Una mossa che si presta a una duplice lettura: ha voluto coprirsi le spalle mettendo fuori gioco uomini vicini a Condé; oppure a qualcuno dei generali pensionati vuole offrire una nomina nel governo di transizione che è in fase di definizione ormai da un paio di settimane.

Gran Bretagna, l’immunità agli agenti in caso di annegamento dei migranti

Immunità nel caso in cui avvengano annegamenti durante i respingimenti dei migranti. Sarà questo l’oggetto dell’emendamento che la ministra dell’interno britannica, Priti Patel, proporrà al suo governo nell’ambito della nuova legge sull’immigrazione in discussione in Parlamento. Uno scudo legale volto a garantire gli agenti della Border Force, la Guardia costiera della Gran Bretagna che opera nel canale della Manica per respingere i migranti che tentano l’attraversamento. La notizia, divulgata dal Guardian, viene giustificata dalla ministra come risposta alla pressione che il paese sta vivendo davanti al crescente numero di migranti irregolari che sbarcano sulle coste britanniche. I dati di quest’anno parlano di oltre 17mila sbarchi, oltre il doppio di quelli registrati in tutto il 2020.

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati