Manifestazione degli studenti dell'Università di Vienna per la liberazione di Ahmed Samir Santawy

Oggi parliamo della richiesta di scarcerazione per uno studente a Vienna in carcere in Egitto, del colpo di mano del presidente della Somalia e del rapporto annuale del Consiglio italiano per i rifugiati.  

Egitto: 72 ong chiedono la scarcerazione di Ahmed Samir Santawy

Settantadue organizzazioni non governative, tra cui Amnesty International e Human’s Rights Watch, hanno chiesto alle autorità egiziane il rilascio immediato e incondizionato dello studente e ricercatore ventinovenne Ahmed Samir Santawy, detenuto arbitrariamente dal 1° febbraio con false accuse di terrorismo. In seguito al suo arresto, sarebbe stato vittima di sparizione forzata e maltrattamenti da parte delle forze di sicurezza.

Il sospetto è che Santawy, ricercatore e studente di un master di antropologia presso l’Università di Vienna, sia detenuto solo per la sua attività a favore dei diritti delle donne in Egitto. Una vicenda che assomiglia a quella di Patrick Zaki, studente a Bologna, agli arresti dal 7 febbraio del 2020 in Egitto e per il quale ieri c’è stato il sì del senato italiano per la concessione della cittadinanza.

Somalia: il presidente ratifica l’estensione per due anni del suo mandato

Aumenta la frattura interna alle istituzioni della Somalia. Ieri il presidente Mohamed Abdullahi Farmajo ha ratificato la controversa legge che estende di due anni il suo mandato e quello del parlamento, scaduti a febbraio. Una mossa che mette la nazione in rotta di collisione con i principali paesi e organizzazioni estere che sostengono il paese, che sabato scorso avevano avvertito che non appoggeranno una proroga del mandato presidenziale.

La legge è passata lunedì alla camera bassa ed è stata ratificata senza il passaggio alla camera alta del parlamento, il cui portavoce Abdi Hashi Abdullahi – che fa parte della coalizione all’opposizione – aveva dichiarato la mossa incostituzionale. La situazione rischia di favorire al-Shabaab che nelle ultime settimane ha pubblicato video di propaganda che definiscono l’élite del paese affamata di potere e inadatta a governare.

Rapporto Cir: nel 2020 drastico calo delle domande di asilo e aumento dei dinieghi

Un calo drastico nella presentazione delle domande d’asilo e un 76% di dinieghi. Sono questi i dati più importanti del rapporto annuale del Consiglio italiano per i rifugiati (Cir). Nel 2020, anno cui il report fa riferimento, sono state presentate 26.963 domande d’asilo, che segnano, rispetto al 2019, un calo del 39%. Delle oltre 41mila domande esaminate, la maggior parte ha avuto come risposta un diniego: quasi 8 su 10.

Solo l’11,8% si è visto riconoscere lo status di rifugiato, il 10,3% ha beneficiato della protezione sussidiaria e l’1,9% della protezione speciale. Secondo il rapporto, alle difficoltà della pandemia, si è aggiunto l’inasprimento della legislazione italiana: la cancellazione della protezione umanitaria da parte dei decreti Salvini.