Il boss libico della tratta di migranti Abd al-Rahman al-Milad

Oggi parliamo dell’arresto in Libia del boss della tratta di migranti Abd al-Rahman al-Milad, di scontri inter-comunitari nell’est del Sudan e dell’arresto del leader dell’opposizione ugandese Bobi Wine.

Libia: arrestato Bija, boss della tratta di migranti a Zawya

Il ministero dell’interno libico (Gna) ha annunciato l’arresto di Abd al-Rahman al-Milad, soprannominato “Bija”. Era ricercato dall’ottobre del 2019 dalla procura della capitale libica. Ma il suo nome già nel giugno del 2018 era finito nella lista dei sanzionati dal Consiglio di sicurezza dell’Onu per il suo ruolo nel traffico di migranti.

E sulle sue violazioni, che rientrano tra i crimini contro l’umanità, indaga la Corte penale internazionale dell’Aja. Bija viene considerato a capo di un’organizzazione criminale che occupa ogni settore della regione di Zawya, a 50 km a ovest di Tripoli. Bija è noto in Italia anche per aver partecipato nel maggio 2017 a una riunione sull’immigrazione al Cara di Mineo, in Sicilia, dove erano presenti le autorità italiane e libiche.

Sudan: scontri inter-comunitari per la rimozione del governatore di Kassala

Nel Sudan orientale almeno 6 persone sono state uccise e 20 ferite nella città portuale di Suakin, secondo fonti mediche locali, a seguito di scontri tribali scoppiati per la rimozione del governatore dello stato confinante di Kassala. Martedì il primo ministro sudanese Abdallah Hamdok aveva rimosso il governatore di Kassala Salih Amar, a seguito della forte opposizione alla sua nomina e delle proteste della potente tribù Hadandawa.

La decisione è stata contestata dalla tribù Beni Amer di Amar, nel vicino stato del Mar Rosso, che comprende le città di Port Sudan e Suakin, dove da ieri le autorità hanno imposto un coprifuoco e hanno chiuso le strade che collegano le due città, ha riferito l’agenzia di stampa statale Suna. I combattimenti tra Beni Amer e Hadandawa erano già scoppiati nel 2019 e si erano conclusi con la firma di accordi di pace tra i leader delle due tribù.

Uganda: raid dei militari nella sede del partito Nup, arrestato il leader Bobi Wine 

Ieri a Kampala, polizia e militari ugandesi hanno effettuato un raid nella sede del partito Piattaforma di Unità Nazionale (Nup) e arrestato il suo leader, il cantante e parlamentare Robert Kyagulanyi, conosciuto come Bobi Wine, ed altri esponenti del partito. Gli agenti hanno forzato le porte e sequestrato materiale tra cui, denuncia il portavoce del partito, anche documenti “sensibili”, necessari per depositare la candidatura alle elezioni parlamentari e presidenziali, fissate tra gennaio e febbraio del 2021.

L’avvocato del popolare politico, Anthony Wameli, ha parlato di “un’operazione spregevole e di un attacco alla democrazia”. Il 38enne oppositore Bobi Wine è considerato il principale avversario del 76enne presidente Yoweri Museveni, al potere in Uganda da 34 anni.